Anpi Barletta Andria Trani

Anpi Barletta Andria Trani Informazioni di contatto, mappa e indicazioni stradali, modulo di contatto, orari di apertura, servizi, valutazioni, foto, video e annunci di Anpi Barletta Andria Trani, Barletta.

L'Associazione Nazionale Partigiani d'Italia(ANPI) nata a Roma nel 1944, è un'associazione fondata dai partecipanti alla resistenza italiana contro l'occupazione nazifascista nella seconda guerra mondiale.

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25/05/2026

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📍 Consigliamo la lettura dell'interessante approfondimento, pubblicato sul sito provinciale dell'Anpi Barletta Andria Trani, dedicato ai sacrari jugoslavi presenti in Italia e, in particolare, allo Spomenik di Barletta: un monumento unico nel panorama architettonico e memoriale europeo, progettato da Dušan Džamonja e inaugurato nel 1970 per custodire la memoria di civili e combattenti jugoslavi caduti nella lotta di liberazione dal nazifascismo.

L’articolo ripercorre il valore storico, simbolico e architettonico dello Spomen Kosturnica Barletta, inserendolo nel più ampio sistema delle architetture memoriali jugoslave sorte tra Italia e Jugoslavia nel secondo dopoguerra. Un’occasione preziosa per riflettere sul rapporto tra memoria, Resistenza e patrimonio culturale condiviso sulle due sponde dell’Adriatico.

https://www.anpibat.it/uncategorized/i-sacrari-jugoslavi-in-italia-architettura-memoria-e-resistenza-lo-spomenik-di-barletta/

08/05/2026
LA LIBERTÀ NON È DIVISIVA: DIFENDIAMO LA NOSTRA STORIA"La libertà è come l'aria: ci si accorge di quanto vale quando com...
03/05/2026

LA LIBERTÀ NON È DIVISIVA: DIFENDIAMO LA NOSTRA STORIA
"La libertà è come l'aria: ci si accorge di quanto vale quando comincia a mancare." (Piero Calamandrei)

Come cittadino, come antifascista e come Presidente Onorario dell’ANPI BAT, sento il dovere di intervenire sul clima inquietante che ha caratterizzato lo scorso 25 Aprile.
In tutta Italia abbiamo assistito a episodi inaccettabili di violenza e intolleranza, uniti a una crescente censura verso "Bella Ciao". La polarizzazione estrema e la deriva violenta ha finito per trasformare la memoria in scontro.
L'uso di un’arma (per quanto ad aria compressa) contro due antifascisti, colpevoli solo di indossare il fazzoletto dell’ANPI, richiama i periodi più bui della nostra storia. È il superamento di un confine che non può essere valicato nel silenzio. Gli spari contro chi difende la memoria sono spari contro la democrazia stessa.
A questo clima si aggiunge l’atteggiamento di alcune amministrazioni locali che ritengono Bella Ciao un canto "divisivo" o "inopportuno".
Quel canto non è una bandierina elettorale: è l'inno di un popolo che ha riconquistato la dignità; è il canto di chiunque rifiuti l'oppressione. Chi lo osteggia dimostra di non aver compreso i pilastri della nostra Repubblica.
E se criticabile e non condivisibile è la scelta di non inserirlo nel repertorio dei pezzi musicali che le bande eseguono nel corso delle cerimonie ufficiali (preferendo a Bella ciao la Canzone del Piave), impedire ai cittadini di cantarlo è un atto censorio anticostituzionale che offende la libertà di espressione.
Esprimiamo la massima solidarietà ai compagni feriti a Roma e condanniamo ogni forma di prepotenza o di limitazione delle libertà costituzionalmente garantite.
Ribadiamo che non ci faremo mai intimidire né dai silenzi imposti, né dalle provocazioni, né dalla violenza e, al contempo, confermiamo la nostra piena disponibilità a un confronto democratico e civile con chiunque abbia visioni distanti dalle nostre: la democrazia vive di dialogo, purché si resti nel solco dei valori costituzionali.
Ora e sempre Resistenza!

29/04/2026
29/04/2026

Poco fa, durante la commemorazione di Sergio Ramelli a Milano, un giornalista ha chiesto a Romano La Russa, fratello di Ignazio, se si sente di fare un appello a non fare i saluti romani stasera.

E lui sapete cosa ha risposto?

“Quando il 25 aprile sarà di tutti, spariranno anche i saluti romani”.

Che è un assurdo totale, una supercazzola, una vetta del pensiero minimo a cui neanche il fratello si era mai spinto.

È un po’ come dire:

‘Quando smetterete di essere antifascisti, vedrete che noi non saremo più fascisti’.

Eh no, “caro” Romano La Russa.

Non funziona così. È il contrario.

Quando smetterete di essere fascisti, di commemorare il peggior criminale della storia, di tendere la braccia, gridare “presente”, rimpiangere il Ventennio e tutte queste porc***, allora forse non ci sarà bisogno di parlare ogni giorno di antifascismo.

E no, spiace deluderla, il 25 aprile non sarà mai la festa di tutti, ma sempre quella che separa una parte dall’altra:

I fascisti dagli antifascisti.

Tante cose.

26/04/2026

“Leggiamo le farneticanti dichiarazioni del Presidente della comunità ebraica di Milano Walker Meghnagi che ci accusa di fomentare l’antisemitismo. Sono dichiarazioni provocatorie, false e volutamente strumentali. Questo signore vuole così aumentare la tensione e creare nuove divisioni. Ovviamente con lui ci vedremo in tribunale”.

✍️ Gianfranco Pagliarulo
Presidente nazionale ANPI

✍️ Primo Minelli
Presidente ANPI provinciale di Milano

ANPI Provinciale di Milano

26/04/2026

Ieri a “RealPolitik” Angelo Bonelli ha dato letteralmente una lezione di Storia e di democrazia all’ex generale Vannacci. E ci vuol poco.

A un certo punto Vannacci si è avventurato in un delirio apertamente fascista dichiarando che lui, sabato, festeggerà San Marco perché il 25 aprile è - tenetevi forte - “una festa contro”.

E ha ragione, l’ex generale.

Non è solo la festa della Liberazione. È anche una giornata contro o, se preferite, ANTIFASCISTA.

Glielo ha ricordato in maniera memorabile l’ottimo Bonelli, che ha dato l’unica risposta possibile a questa sequela di sciocchezze e revisionismo storico:

"Io penso che Vannacci dovrebbe chiedere scusa ai nostri padri e alle nostre madri costituenti, penso a Umberto Terracini, Sandro Pertini, Don Sturzo, Aldo Moro, che hanno dato un contributo importante per la costruzione della Repubblica.

Penso a quelli che sono morti nei campi di sterminio, che consentono a noi di essere in questo studio o di guardare una televisione, di essere liberi.
Che consentono, a me che vengo da un quartiere popolare, da una famiglia povera, di oggi essere parlamentare della Repubblica Italiana.

Io dico GRAZIE a Sandro Pertini, io dico GRAZIE a Umberto Terracini, io dico GRAZIE ai repubblicani, ai liberali, ai socialisti, ai comunisti che ci hanno dato la democrazia.

E Vannacci, lo dico in diretta, io mi vergogno di lei.

Io mi vergogno di lei perché è un parlamentare e lei è parlamentare della Repubblica grazie a Sandro Pertini e Umberto Terracini e si vergogni di dire queste cose.

Dovrebbe avere rispetto della storia che gli consente oggi di essere europarlamentare".

Era difficile dirlo in modo più chiaro e netto di così.

Grazie onorevole Bonelli.

E buon 25 aprile a tutti.

Indirizzo

Barletta
76121

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