Articolo 1 Movimento Democratico e Progressista Asti e Provincia

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14/06/2022

Si potrebbe dire che sono soddisfatto del risultato ottenuto e che si riparte da qui per sviluppare nuovi progetti politici insieme a tutti coloro che hanno contribuito a costruire ponti tra chi si propone ad essere eletto e chi deve eleggere.

Si potrebbe ringraziare i compagni di viaggio che ci hanno supportato e anche sopportato.
Si potrebbe dire che eravamo coscienti delle difficoltà che ci stavano di fronte e che quindi non siamo così stupiti di non avercela fatta.
Si potrebbero fare ancora qualche decina di analisi politiche e sociologiche…

La realtà, invece, è che il giorno dopo la sconfitta l’unica cosa che senti è l’amaro in bocca e anche un po’ di legittimo sconforto.
Gli astigiani, in realtà solo 1 su 4 di questi o poco più, hanno deciso che preferiscono lasciare il governo della città ai soliti noti che, senza competenza, spesso con scarse qualità morali e con tanta boria, si spartiscono i vertici del potere senza avere la minima preoccupazione per il benessere della comunità.
Una logica ormai conosciuta ad Asti che continua a perpetrarsi grazie ad un gruppo sempre più esiguo di attori che in modo autoreferenziale si garantiscono cariche e ruoli.

Non abbiamo saputo interpretare a sufficienza le sofferenze della comunità astigiana, non abbiamo saputo comunicare con adeguati argomenti la nostra visione politica per il rinnovamento.
Non abbiamo intercettato correttamente i bisogni.

Eravamo deboli, ne eravamo consapevoli e alcuni di noi hanno cercato di consigliare aggiustamenti in corso d’opera, ma come spesso accade, l’orgoglio di alcuni impedisce di vedere la luna prima del dito.

Ho già espresso più volte la mia soddisfazione per aver intrapreso la mia migliore campagna elettorale in assoluto.
Ho potuto, insieme ad altri, affrontare argomenti e temi che sono fondamentali nell’ambito della nostra vita economica, sociale, di partecipazione.
Ho incontrato persone, le ho ascoltate e ho cercato di proporre nuove visioni per il nostro futuro.
Probabilmente il lavoro svolto non è stato sufficiente e sicuramente non è stato direttamente proporzionale al risultato delle urne.

Ringrazio di cuore chi ha permesso e agevolato questo mio percorso attraverso il supporto organizzativo, politico e umano e sono estremamente convinto che, insieme, con alla base i principi di uguaglianza e pluralità si potranno raggiungere nuovi importanti obiettivi per una politica condivisa dove l’esperienza degli “anziani” funga da braciere per la fiammella che i giovani utilizzeranno per illuminare il nostro futuro.

Un particolare ringraziamento alle 81 persone che hanno voluto accordarmi la loro fiducia.
Vi assicuro che il vostro contributo non verrà dimenticato e che continuerò a battermi per i diritti di tutti e per gli ultimi soprattutto.
Mi prenderò un periodo di pausa di riflessione e spero che voi tutti comprenderete i motivi.

12/06/2022

Ernesto è pronto! 😁

Care e cari,ricordiamo che Domenica 12 giugno 2022 si vota per le Elezioni Comunali ad Asti.Come Articolo Uno Asti e Pro...
10/06/2022

Care e cari,

ricordiamo che Domenica 12 giugno 2022 si vota per le Elezioni Comunali ad Asti.

Come Articolo Uno Asti e Provincia non presentiamo una nostra lista ma contribuiamo a rafforzare quella di “UNITI SI PUÒ” nella coalizione , che sostiene Paolo Crivelli Sindaco.

In Uniti Si Può - Un'idea sul cielo di Asti candidiamo il nostro Coordinatore Provinciale, Marco Castaldo.

PER ESPRIMERE IL VOSTRO VOTO PER ARTICOLO UNO, quindi, DOVETE METTERE UNA CROCE SUL SIMBOLO DI “UNITI SI PUÒ” E SCRIVERE LA PREFERENZA “MARCO CASTALDO”.

Saluti di .

10/06/2022

Da qualche settimana è nell’aria.
Lo si sente più verso sera, quando s’alza un po’ di brezza oppure, dopo un temporale estivo, il calore dell’asfalto sale e ne esalta l’effluvio.
Di solito arriva a fine maggio, talvolta ritarda un po’ e bisogna aspettare metà giugno: ci vuole pazienza, non arriva tutto assieme.
Fortunatamente: così ne possiamo godere più a lungo.

Il profumo dei tigli in fiore, dico.
Mi ricorda tante cose ma, soprattutto, l’inizio estate di quand’ero bambino e poi adolescente.
Il campeggio dove ho trascorso vent’anni di vacanze era proprio vicino ad alberi di tiglio e il loro profumo meraviglioso, avvolgente, dolce ma non nauseante, aveva un effetto rilassante e al contempo eccitante.
Ogni anno ritorna ad invadere la città ed è come tornare indietro, immerso in ricordi di momenti felici e persone che hanno riempito la tua vita di parole, affetti, testimonianze.
Alcune di queste hanno il grigio nei capelli e altre, purtroppo, godono di questo profumo in altri “luoghi”.

Vi chiederete perché senta il bisogno di tornare a ricordi nostalgici e fors’anche un po’ tristi.
Credo sia la stanchezza di una lunga campagna elettorale, durata quattro mesi.
Forse non è stata neanche una campagna elettorale, bensì riprendersi la vita.
Verso la fine dell’anno scorso non era scontato che potessi ancora parlare e fare politica: così, quasi come riscatto, mi sono ritrovato con energie rinnovate, cuore leggero e mente lucida.
Ho voluto impegnarmi per affrontare temi e situazioni che coinvolgono tutti noi e proporre non tanto soluzioni - ma un metodo e un approccio culturale, inclusivi e plurali.
È stata una volata entusiasmante: ho conosciuto persone, situazioni e bisogni che mi hanno arricchito e spronato a fare di più (e meglio) per la mia città e i miei concittadini.

Dopodomani si vota.
Così come ogni anno il profumo dei tigli annuncia l’inizio di una nuova estate - la stagione in cui ci si riprende il tempo per analizzare l’anno passato e fare progetti per l’anno a ve**re - così andremo a decidere una nuova stagione di vita per noi e la nostra città.
È una responsabilità grande, come la consapevolezza che bisogna dare un futuro di novità, sviluppo, sicurezza e serietà alla nostra comunità.
È un dovere ma, soprattutto, un irrinunciabile e prezioso diritto: del quale andare orgogliosi e al quale portare rispetto, perché è il frutto del sacrificio di tanti predecessori.

Lo stesso rispetto voglio riservare a chi non si sente più rappresentato, stanco di promesse fantastiche mai realizzate e inutili proclami.
Le colpe sono anche nostre, che abbiamo permesso a questi “maghi” di deludere noi, amici, familiari, vicini.
È a queste persone deluse che rivolgo un invito personale per stringere un “Patto di Fiducia”, come ho già detto in precedenza; di questo Patto dovranno chiedermi conto ogni giorno della mia vita politica, se sarò eletto.

Andiamo tutti a votare per cambiare il nostro presente e dare un nuovo futuro ai nostri giovani e a quelli che verranno dopo.
Paolo Crivelli Sindaco rappresenta questo futuro, che DEVE diventare realtà per dare nuova aria ai polmoni di Asti.
Una “Rivoluzione Gentile”, perché a noi astigiani non si confanno modi da arruffapopoli: ma pur sempre una rivoluzione.

Uniti Si Può - Un'idea sul cielo di Asti è una delle liste che supporta in questo cambiamento - e io mi candido al suo interno, al servizio di tutti quelli che vorranno affidarmi la loro fiducia per il bene della nostra comunità: niente di più, niente di meno.

Durante questa meravigliosa campagna elettorale ho avuto onore e piacere di condividere progetti e obiettivi con Vittoria Misaki Briccarello, una giovane donna intelligente, sensibile e determinata.
Insieme a lei è stato tutto più bello ed entusiasmante: grazie Bric! 🙂
Se volete esprimere una doppia preferenza (sempre uomo/donna) la persona da scegliere è proprio Lei.

Ora vado a far girare le mie ruote dove il profumo dei tigli rievoca antichi ricordi e dà energia per far vivere i nostri desideri.
Buon voto a tutte e tutti.
E grazie per avermi permesso di sognare ancora.

Un abbraccio,
Marco




09/06/2022

Vi metto qui il mio ultimo punto di “Programma”, il decimo di questa lunga serie riassunta dalle 5 parole FUTURO, VIVERE, MUOVERSI, DIRITTI e SERVIZI: proposte, in forma di “pillole”, che vi propongo di coltivare insieme.

Ve lo porgo di notte, che la campagna elettorale è stata lunga, siamo tutti un po’ stanchini e non vorrei disturbare. 🙂

L’ultima parola della campagna elettorale è…

SERVIZI

Sui servizi (trasporti, idrico integrato, energia, raccolta e smaltimento rifiuti) la discussione ruota intorno ad ASP e GAIA, i punti cardine su cui programmare gran parte dello sviluppo futuro.
Entrambe sono partecipate dal Comune e aziende (pubbliche e private).
In ASP la partecipazione di IREN e Gavio dura da anni, in GAIA c’è solo IREN - da meno.

In dobbiamo verificare il Piano Investimenti del CDA e il rispetto delle norme di convenzione da parte delle società private socie, il cui ingresso è stato voluto per consentire l’accesso a capitali che avrebbero dovuto permettere maggiori e migliori investimenti.
I risultati non sono corrispondenti alle aspettative, con proposte discutibili e divisive.
L’Azienda si è strutturata per gare nella raccolta rifiuti e fornisce alcuni servizi di cui è oggetto di discussione la legittimità, proprio per la presenza di privati in società.
C’è poi la gestione dell’acqua, che deve tornare interamente pubblica.
Sono temi da approfondire insieme alla valutazione di estensioni dei servizi a rete di propria competenza, approvvigionamenti idrici ed eventuale gestione idrica di reti sul territorio, nonché ai rapporti con l’ATO e alla verifica attuativa dei Piani d’Ambito.
Raccolta rifiuti e trasporti incidono pesantemente sui costi dell’Azienda, data incidenza delle spese di personale e scarsità di ritorni da parte della Regione nei trasporti.
Dobbiamo prendere in mano i bilanci (anche i previsionali) per avere le idee chiare su come interve**re nei settori importanti per la città.
Dallo studio dei dati su raccolta differenziata ed utilizzo dei mezzi di trasporto dipendono strategie importanti per ambiente e programmazione.

Per è importante partire dal Piano Investimenti, per verificare l’attendibilità dei numeri e capire le direttrici di sviluppo del CDA, nonché il rispetto della convenzione del Comune con il Gruppo che ha acquistato quote societarie.
Le tariffe dello smaltimento sono sempre state un tema importante - insieme alle economie di scala realizzabili raggruppando più servizi, come raccolta con smaltimento, per abbassarle (mentre devono agire positivamente i capitali che dovrebbero prove**re dai nuovi soci).

CONSIDERAZIONI FINALI

Abbiamo iniziato questo percorso a tappe nel “mio programma” parlando di ambiente, perché su questo tema ruotano tutti gli argomenti come viabilità e trasporti, perché va data massima attenzione ad ambiente e paesaggio (nel rispetto delle necessità degli abitanti).

Oggi si arriva a Torino e Milano in poco più di un’ora da tutta Europa,
Dobbiamo investire per migliorare viabilità da queste città alle nostre zone, in tempo breve con strade sicure.
Bisogna investire su modifica e potenziamento della viabilità per consentire ai residenti dei territori di accedere rapidamente ai servizi ormai concentrati nel capoluogo.
Di particolare importanza l’accesso ad ospedale e centri di soccorso: vivere sul territorio non può e non deve comportare il rischio di minor sopravvivenza.

È necessaria un’inversione di tendenza nella politica sanitaria regionale.
Gli interventi iniziati (come l’ospedale di Nizza) vanno ultimati e rimanere pubblici, offrendo i servizi previsti negli accordi di programma.
Sul territorio servono strutture attrezzate che garantiscano pronto soccorso e valida assistenza: non possono esserci solo centri di riabilitazione o case di riposo a pagamento.





08/06/2022

Siamo di nuovo qui con le questioni che ritengo importanti per Asti, che convenzionalmente denominiamo “Programma” e riassumiamo nelle 5 parole FUTURO, VIVERE, MUOVERSI, DIRITTI e SERVIZI: proposte mie da completare collettivamente, “pillole” da sviluppare.

Nona “pillola”: la parola di oggi è…

SERVIZI

Il ruolo della politica nell’amministrazione della città deve essere incentivare e favorire il comparto industriale, fornendo infrastrutture e servizi adeguati (banda larga, 5G, collegamenti stradali e piano del traffico adeguati, allacciamenti elettrici-idrici-fognari specifici a misura degli insediamenti produttivi) e condizioni agevolate alle aziende (defiscalizzazione, abbattimento IMU, servizi di nettezza urbana, piani d’investimento per crediti agevolati con le banche locali, snellimento delle procedure burocratiche) che intendono investire sul territorio con proposte tecnologicamente innovative (smart e green factories, industrie 4.0) e attingano professionalità e competenze da istituti professionali Università del territorio, favorendo l’istituzione di borse di studio in sinergia con le realtà bancarie locali.

Conoscenze, esperienze e figure professionali formate sul territorio diventano così eccellenza e possono mettere a disposizione il know-how per l’applicazione in cultura, turismo, ambiente, viabilità e green economy - fornendo sbocchi di lavoro e portando il territorio ad avere un alto livello di attrazione nella new technology.





06/06/2022
05/06/2022

E siamo di nuovo qua. 🙂

Domani Lunedì 6 Giugno alle 21:00 sarò qui, al Circolo Nosenzo, per questo evento in cui discuteremo di un tema che sta a cuore a chiunque sia di sinistra - perché è IL tema.

Parleremo di LAVORO con il Segretario Generale della , Armando Dagna e con il Segretario Generale della CGIL Asti, Luca Quagliotti

Analizzeremo come progettare il presente per dare un futuro ai giovani di oggi e domani, esplorando i temi del lavoro dell’uomo per l’uomo e delle relazioni sindacali nell’era della “società senza lavoro”.

Con me ci sarà Vittoria Misaki Briccarello e sarà presente il capogruppo alla Camera di LeU, Federico Fornaro.

Vi aspetto in tanti, perché lo considero l’evento più importante della campagna elettorale: non fatemi lucidare le ruote per niente. 🙂





04/06/2022

Oggi pomeriggio alle 16.00 sarò in Piazza San Secondo a questo flash-mob, per rivendicare i diritti di scelta delle persone con disabilità.

Un’altra occasione d’incontro “in presenza” per gli aficionados della mia pelata e delle mie ruote. 🙂

Vi aspetto!





01/06/2022

Venni assunto dalla Provincia di Asti nel ‘92.
Il primo giorno di lavoro fu il 1° giugno e quell’estate senza vacanze fu la più bella che io ricordi.
C’era l’entusiasmo d’un ventitreenne di lavorare in un Ente pubblico, al servizio di territorio e cittadini.
Sembra retorica ma non lo era allora - e non lo è oggi.

Sono andato in pensione perché ho intuito il declino dell’Ente Provincia, investito da una riforma mal pensata e mai completata.
Nell’ultimo anno di lavoro mi accorsi che ci preoccupavamo di quello che sarebbe successo alle nostre carriere, piuttosto di continuare a “correre” per servire i cittadini.
Era inevitabile - e condivisibile - il timore di dover cambiare lavoro, colleghi, ambiente professionale: quella situazione portava inesorabilmente alla sfiducia dei dipendenti verso l’Ente.

L’attuale macchina comunale di Asti vive una condizione simile.
Molti dipendenti devono sobbarcarsi maggiori carichi di lavoro e responsabilità, causa pensionamenti e trasferimenti, senza sostituzioni e formazione adeguata - e quasi mai fa seguito un riconoscimento economico corrispondente ai ruoli ricoperti, generando un senso di frustrazione e abbandono da parte dei vertici del Comune che non favorisce certo processi collaborativi virtuosi tra dipendenti, dirigenti e politica.
Quella parte politica che, scientemente, decide di non valorizzare le competenze per accontentare diversi soggetti, con la solita logica dell’appartenenza ad un gruppo di potere che spartisce ruoli e cariche.

Il personale comunale non deve solo godere dei diritti che spettano ad ogni lavoratore ma anche sentirsi parte di un progetto che lo coinvolga, per il bene della comunità per la quale lavora e fornisce servizi.
Il compito della politica è valorizzare le competenze dei dipendenti in un’ottica di condivisione delle necessità dei concittadini e co-progettazione di soluzioni.
Il sindaco e gli assessori non devono chiudersi nelle stanze della politica senza ascoltare proposte, competenze ed esperienza dei dipendenti comunali, che hanno il polso della situazione e conoscono i problemi dei cittadini.

Oggi i dipendenti comunali astigiani patiscono la sudditanza da un potere politico arrogante, autoritario e spesso ottuso perché impreparato a ricoprire ruoli che necessitano di competenze, non tessere di partito.
La problematica condizione di questi dipendenti è una priorità del futuro governo cittadino, perché un progetto di città serio li coinvolge necessariamente - e deve farlo con competenza, uguaglianza e rispetto del lavoro di tutti.





31/05/2022

Rieccomi con i temi secondo me importanti per Asti, che vanno ambiziosamente sotto il nome di “Programma” ma possiamo riassumere nelle 5 parole FUTURO, VIVERE, MUOVERSI, DIRITTI e SERVIZI: idee che sviluppiamo insieme, “pillole” da analizzare.

Ottava “pillola”: la parola di oggi è, ancora una volta…

FUTURO

Gli istituti tecnici e il polo Universitario astigiani devono avere una nuova funzione formativa e di sperimentazione con corsi di studio in nuove tecnologie, reti ad alta velocità e telematica ma, anche, progetti pilota e ambienti di sperimentazione, se possibile dentro immobili dismessi o inutilizzati (gli studenti dell’ITIS Artom, qualche anno fa, simularono un miniappartamento, con soluzioni domotiche di controllo e gestione degli ambienti, in due vani inutilizzati dell’Istituto).

C’è bisogno di progetti domotici realizzabili subito (per single, famiglie, condomini, case di riposo) a costi bassi, per sicurezza degli ambienti, autonomia delle persone, tranquillità e maggiore libertà delle famiglie nel quotidiano.
Nel co-housing tali soluzioni sono utili per semplificare e migliorare la sicurezza rispettando privacy e qualità della vita.

Giovani diplomati e laureati devono potersi organizzare in start-up e (in collaborazione con installatori ed impiantisti) proporre soluzioni scalabili nel prezzo.

La domotica si rivolge a un mercato privato che va per forza finanziato da un intervento pubblico.
Le aziende di progettazione e impiantistica devono poter contare su collaborazioni con Enti Locali (meglio d’area vasta: Province, Regioni) e risorse economiche pubbliche da destinare ai cittadini che rendano le abitazioni domotiche per esigenze di salute/fragilità.
Ciò permetterà di ridurre i costi di installazione per gli utenti, assicurando continuità di lavoro alle aziende private, valorizzando e sviluppando il tessuto economico-produttivo del territorio e, insieme, dando una pratica risposta della politica alle esigenze dei cittadini.





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