Gioventù Laburista Italia

Gioventù Laburista Italia Pagina locale di Asti e Provincia a supporto della costruzione del Partito della Sinistra Italiana.

Siete pronti a cambiare la vostra vita al punto da mettere in discussione ogni cosa, ogni certezza e addirittura la vita...
01/06/2024

Siete pronti a cambiare la vostra vita al punto da mettere in discussione ogni cosa, ogni certezza e addirittura la vita, non solo la vostra ma in caso estremo l'esistenza del genere umano.

Diciamolo chiaro: I rischi o semmai le quasi certezze conseguenti al bellicismo dei leader occidentali, ci portano sempre più prossimi al baratro del disastro della guerra mondiale che poi sappiamo sarebbe quella Nucleare.

Dopo avere trascorso quasi 28 mesi ad oggi, ascoltando b***e quotidiane di cui ne sosteniamo, tutti ed ognuno i costi diretti ed indiretti.

L'Unione, si è azzoppata nel tessuto economico e politicamente non rappresenta altro che megafoni e marionette "tragicomiche", al soldo del Potere essenzialmente quello finanziario.

Dopo avere ascoltato in tutte le salse e in tutti i Canali Radio, Tv, Web, che la Russia era al capolinea, che la vittoria era certa e il nemico si sarebbe liquefatto sotto il peso delle Sanzioni e delle controffensive degli eroi combattenti per le "libertà".

Un coro di assurde teorie cui nessun supposto leader (minuscolo) occidentale si è sottratto. Le veline di Bruxelles rappresentano ordini indiscutibili e un oscuro burocrate ex presidente della Danimarca suona la marcia dell'orchestrina in un nuovo Titanic.

Non scrivo questo post per fare propaganda, non ne ho mai fatta ed i pochi che mi conoscono, credo me lo riconoscano. Non sollecito ansie, non sono io a soffiare sul fuoco.

Il punto che mi preme evidenziare (insieme a tanti), è quanto siamo vicini alla fine del Mondo e non credo sia il caso di giocare ancora partite al buio in questo poker atlantico.

Il rischio concreto che i carissimi democratici (quelli che davvero odiano), quelli che hanno fatto liste e minacciano, reprimono, colpiscono studenti, operai, disoccupati, scrittori, giornalisti e chiunque abbia un opinione non confacente ai loro interessi.

E in ragione del loro odio si dicono pronti alle estreme conseguenze pur di annientare il nemico e ogni prospettiva di un Mondo improntato al Multilateralismo.

State bene inchinati a Washington, Londra, Bruxelles? Ve le pagano loro le Bollette? le Spese sempre crescenti? Per la Macchina elettrica? Oppure per la spesa alimentare sempre più cara, cosi come i Mutui, le Assicurazioni, il Gas e tante ingiustizie e assurdità della nostra quotidianità.

Sacrifici per tutti mentre il condizionatore di Draghi, resta sempre acceso a differenza del nostro.

Per cosa mi chiedo e vi chiedo, questi sacrifici e queste tensioni?

Per chi e cosa dovremmo sacrificare ogni cosa? Esiste al di la della retorica falsa di chi ci guida questa fase di tragica prospettiva, propalando come un disco rotto il refrain "aggredito - aggressore"? Sappiamo tutti che è solo un paravento ma oltre il paravento, ci siamo anche noi e pensarci è il minimo sforzo cui non sottrarsi.

Personalmente, non ci sto, dissento e mi sento a posto con la mia coscienza, nel rivendicare una prospettiva di Pace, l'aspirazione a poter vivere in un Mondo diverso da quello che ad oggi ci faceva pensare di essere liberi. Ma liberi di cosa? A pensarci bene forse semplicemente di guadagnare per consumare e consumare per vivere? Senza chiederci il perché delle diseguaglianze e delle esclusioni, delle distanze e della mancanza di giustizia sociale?

La Liberta, cui aspiro è assai diversa da quella dell'ipocrisia Atlantica, sono sempre più interessato all'altro Mondo, che non è ancora sorto ma accennato.

Ne conosco se non il nome di certo la prospettiva, quella del Multilateralismo che può rappresentare l'unica alternativa per l'Umanità intera che non è quella occidentale che ne rappresenta solo una piccola parte.

F**k USA! (Trump o Biden, non cambia).

Via libera anche da Berlino. Il ministro della Difesa russo: "L'Ucraina userà le armi occidentali per colpire i nostri civili. Ma ha perso il potenziale offensivo". Stoltenberg: "Più ci prepariamo al conflitto, prima finirà". Tajani: "Nato unita"

Buon inizio di settimana, cari tutti, solo tre settimane circa per il voto nel Regno Unito.Abbiamo sempre saputo che la ...
25/11/2019

Buon inizio di settimana, cari tutti, solo tre settimane circa per il voto nel Regno Unito.
Abbiamo sempre saputo che la vera anima socialista del Labour UK avrebbe caratterizzato la campagna elettorale per le Elezioni Politiche del 12 Dicembre 2019, con un Programma fortemente progressista, ecologista, anti liberista.
, , , , Redistribuzione fiscale, Svolta Green.
E' uno dei motivi per cui decidemmo di appellarci Labour Italia, lo scorso Autunno.
Siamo qui per questo, per ripartire dal Lavoro e dai Diritti Sociali per costruire una nuova via per il futuro del nostro piccolo Pianeta.
Scacciamo le ombre sovraniste, reazionarie e neofasciste. Uniamoci per Vincere. Adesso.Auguri Labour, Auguri UK.
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14/08/2019


L'odio a cui si sta assistendo in questi ultimi anni-specie sulla scena poltica italiana- è la chiara dimostrazione che manca una declinazione sana di essa,che colmi quell'assoluto vuoto, che ognuno attribuisce all'altro, così esponendosi a fallimenti reterati,per l’assenza di una proposta seria è largamente condivisibile.
Manca un programma adeguato alla sinistra, che-con l’avvento del divisivo Rignanese-ha fatto da viatico a Capitan Fracassa. Manca,ovviamente,alla destra che cavalca l'onda della insoddisfazione,fomentando rancori tra gli elettori,tra i quali si scatenano penose guerre tra gli ultimi. Basta andare sui social, basta concentrarsi sulla stampa, per notare come il sentimento dell'odio ha invaso le nostre coscienze. E mentre Freud sosteneva che l'odio è primario e l'amore un tentativo di riparazione, Lacan aggiungeva che l'odio proviene dal rigetto di una padronanza di un qualcosa che poi si rivela illusoria. Da qui l'odio per l'altro che ha coinvolto anche molte teste pensanti. Il migrante, il derelitto,il rom, l'emarginato,sono diventati i bersagli preferiti.Completamente incapace la politica della sinistra,di rispondere a quella forma di angoscia circa privilegi estirpati, dal migrante o dallo straniero, lascia il campo libero ai pifferai,e ora, a Capitan Fracassa di strumentalizzare questa stessa
angoscia per attrarre sempre più consensi.Il terrore di PERDERE certezze,conquiste e benessere ha generato questo f***e svolta.E’ bastato un altro millantatore decisionista,dopo Renzi,per cambiare in un breve lasso di tempo soprattutto le comunicazioni di massa. Tutto questo si consuma nella più completa indifferenza di quelle forze politiche che avrebbero dovuto essere accanto agli ultimi, ai bisognosi,ai senza tutele. La nostra Italia non è più terra di accoglienza. Ancora oggi, in piena crisi governativa, vere e proprie faide si fanno la guerra a suon di messaggi, di scritti, di offese, dove chi ferisce di più prevale. E mentre la destra predica e semina odio,afasia,abulia e ignavia connotano quello schieramento che dovrebbe fare FEROCE opposizione. Il Silenzio la fa da padrone;sono paralizzati dal terrore di perdere quelle poltrone,che hanno solo RISCALDATO,in tantissimi. Parole a gogo,ma incapacità assoluta di proporre soluzioni a quell'elettorato che ogni volta, ormai da oltre trent'anni, gli rinnova puntualmente la fiducia, per poi essere sistematicamente disilluso.Inciuci di palazzo, accordi segreti, corse vertigionose da un ufficio all'altro, ora chiedendo consenso, ora chiedendo appoggio. L'importante è che dopo questo grande fermento tutto resti invariato(sono i nuovi GATTOPARDI).Eppure, a questa palude, fa da contraltare tutta una società civile che ogni giorno fa sacrifici immani per esorcizzare le tante angosce e tenta di arginare queste mostruose ondate di odio,che si sono impadronite di tanti,anche quelli con un background di sinistra.Non ci rendiamo conto che ancora conserviamo il grande privilegio del voto,e basterebbe-dopo anni di chimere e sirene, di demagogia sparsa a piene mani,sforzarsi di capire di cosa veramente abbiamo bisogno e avere il coraggio di provare a progettare un futuro,che dia speranze soprattutto alle giovani generazioni,sempre più smarrite.Non c’è il coraggio di produrre un radicale cambiamento. Continuiamo a essere prigionieri dell'angoscia di perdere ciò per cui tanto ci siamo sacrificati. Ma forse ancora non è chiaro che il perseverare in questo atteggiamento,è il modo più sicuro di mettere a repentaglio certezze e conquiste,che non sono mai per SEMPRE.Mettiamo in campo la nostra passione, mettiamo a servizio di tutti le nostre competenze, le nostre abilità, mettiamo a disposizione del bene comune, della collettività il nostro sapere, il nostro entusiasmo. Smettiamola di guardare a miti costruiti sui fallimenti.Proviamo a fare un atto di coraggio, costruendoci il futuro.Proviamo a garantire ai nostri figli la possibilità di rimanere nella loro terra,privilegiando la meritocrazia,ed eliminando privilegi e sinecure.Parliamo senza timore di ambiente, di Sanità pubblica e garantita per tutti. Proviamo a chiedere di modificare e sfoltire la sterminata normativa,che oltre a bloccare e strozzare la piccola e media imprenditoria,fa prosperare il cancro della corruzione.Troviamo la forza di dire alle banche che devono essere sempre più trasparenti.Abbattiamo i muri ma garantiamo soprattutto lavoro e dignità a chi chiede ospitalità nella nostra terra. Lavoro non schiavismo. Difendiamo il diritto alla casa, la prima casa dovrebbe essere un diritto di tutti,senza discriminazioni.Si investa molto di più in istruzione e ricerca,onde far lievitare l’offerta di lavoro.E si creino le condizioni perché ci si avvicini a quel modello solidale e virtuoso,che fece dire al Grande e Compianto Adriano OLIVETTI che un dirigente non può guadagnare dieci volte più del salario di un dipendente.
E' solo una questione di coraggio.
Le rivoluzioni si fanno con i progetti.
Il nulla ha sempre tuonato da quelle aule. E il nulla porta angoscia. L'angoscia della perdita porta l'odio.

Rosaria Cataletto

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     E' degli ultimi giorni la notizia che emerge dal rapporto Svimez, l’Associazione per lo sviluppo dell’industria nel...
06/08/2019



E' degli ultimi giorni la notizia che emerge dal rapporto Svimez, l’Associazione per lo sviluppo dell’industria nel Mezzogiorno, relativa alla morsa in cui si ritrova ristretto il Sud Italia. Una vera e propria forma di recessione, dove la migrazione rappresenta l'unica possibilità per i tanti giovani,che secondo gli ultimi dati sono sempre più poveri. Tutto questo è una vera emergenza,a cui però le politiche degli ultimi quindici anni, sono sembrate sorde al grido disperato che i dati indicavano. I dati stessi indicano una crecita zero non solo rispetto al Nord ma rispetto a tutta l'Europa, compreso nazioni più indietro di noi,quali Grecia e Portogallo. Riaffiorano nell'immaginario collettivo "i bastimenti che partono per terre assai lontane", lasciandosi dietro affetti, speranze disulluse, amarezza per ciò che poteva esere e che invece non è stato. Tutto questo,accompagnato da fiumi incontenibili di parole e promesse,che provengono da forze politiche, siano di destra o di sinistra,e che a turno si accusano della falsità delle loro parole e del mancato rispetto degli impegni.
La verità è una: si è fallito, hanno fallito nel momento in cui si è perso di vista quali erano i reali problemi di questo Paese , quali fossero ancora le gravi carenze mai “aggredite” e che la mai seriamente affrontata"Questione Meridionale"(nata con l’unificazione stessa dell’Italia)ancora si trascina. Ogni forza politica ha utilizzato argomenti,che si sono rivelati per quel che erano:mera demagogia e basta! Nonostante ciò, va evidenziato che se ancora resistono indici della sopravvivenza, questo si deve al privato, che in un modo o nell’altro è riuscito a mantenere investimenti-intesi come strutture e attrezzature, in una percentuale dello 0,5%.Il vero dramma restano i fondi pubblici, pari allo 0,1%. Senza indugiare troppo,chi governa ha speso per ogni cittadino meridionale 102 euro,a fronte dei 278 spesi per quelli del Nord. A questo andazzo si è allineato il Governo Conte,in continuità con un metodo databile ad almeno quindici anni fa. Quindi una disomogeneità fiscale che-nei fatti-c'e da tempo, e che la sinistra ha sostanzialmente ha avallato ,nonostante l’avvento tanto agognato,alla stanza dei bottoni, al cruscotto di comando, avendo qualche possibilità di fare qualcosa che potesse cambiare la situazione. Ma forse gli è sfuggito. A ragion di questo ,appare ozioso e anche ingenuo chiedersi com'è che il Sud ha riposto le sue speranze in un Capitan Fracassa(una riedizione di Masaniello o altri arruffapopoli,del cui esito non si è fatto tesoro),che indistubato e con la strada spianata continua a fare quello che hanno fatto i suoi predecessori, con l'aggravante che,non solo vende promesse irrealizzabili,ma con espedienti atti a distrarre l’attenzione della pubblica opinione,come l’accanimento barbaro
contro i migranti,semina odio,oltre a rendere più disastrose la condizioni del Paese,con l’aumento della povertà,che colpisce il Mezzogiorno in primis. Il dato è davvero preoccupante, anche perché dal 2002 al 2017 sono emigrate dalle regioni meridionali oltre 2 milioni di persone. Tradotto significa che mentre al Nord c'è stato un aumento dei posti di lavoro pari al 30%in più, al Sud c'è stata una perdita di lavoro pari al 18% . Una desertificazione in atto, soprattuto avvertita in quei piccoli comuni al di sotto dei cinquemila abitanti che vedono ormai la loro popolazione,composta da anziani e immigrati, e ahimè anche questi senza alcuna speranza, se non quella di imparare a sopravvivere imparando anche loro l'arte di "arrangiarsi". Si è assistito a un esodo cosi solo agli inizi del novecento, con le "Fughe dei cervelli e di conseguneza le fughe di competenze", indispensabili per lo sviluppo di un Paese.
Di fronte a un quadro così drammatico,dove la scena politica viene occupata
della caccia al migrante/ assistenza al migrante, ognuna alimentando l'altra e dimostrando poi, che nulla interessa a nessuno di queste, se non per mera pulsione demagogica. Logica e scontata conseguenza è
che il dibattito sul Mezzogiorno è totalmente assente,messo da parte irresponsabilmente.Il Sud,in pratica, non ha più alcuna rappresentanza politica. Lo stesso reddito di cittadinanza, quota 100 e immigrazione -denotano risultati fallimentari, frutto di tutte le politiche assenti, e inadeguate, tese solo a raccogliere consensi, nella disperata corsa a conquistare qualche poltrona e posti di comando.
Il Mezzogiorno reclama ciò che è un suo diritto ricevere:investimenti, infrastrutture , progettazioni.Tutto ciò che è lontano dalla chimera che il solo turismo possa essere sufficiente alle sue regioni. Il Sud ha bisogno di fabbriche, del suono delle sirene che indicano l'ingresso in realtà lavorative. Ha bisogno di ospedali, ha bisogno di sanità efficiente che garantisca il diritto alla salute. Ha bisogno di incentivi che favoriscano il diritto allo studio. Il Sud ha bisogno di dignità. Quella dignità che ogni volta viene vilipesa evocando la stereotipa immagine del suono di mandolino, sole, pizza e mare. Ormai, tutto questo, il Sud, lo relega nei nostalgici ambiti di poesie e canzoni,fondamentali solo per suscitare emozioni e cantare le lodi di paesaggi indescrivibili.La vita e la quotidianeità sono,ahimè,ben altra cosa!
Rosaria Cataletto

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04/08/2019



Tra un latino americano e un mojito, intervallato da un coro che inneggia Mameli, continua da anni a consumarsi nella nostra terra, la più forte delle storture a danno della dignita umana. Lo "schiavismo" agricolo. Migliaia di immigrati vivono condizioni ai limiti dello schiavismo, nelle nostre campagne, sostenenendo gran parte dell'economia agricola, Salvini continua a gridare :" È finita la pacchia", tra una festa e l'altra e intanto qui nell'allegra Italia, si vive una " " , da sempre. Nessuno sa realmente quanto costa un pomodoro, un arancio, nessuno se lo chiede. Ci si accontenta di comprare al miglior prezzo. Ma quel costo così basso, nasconde vita e dignità. Queste forme di schiavismo serpeggiano per tutto lo stivale ma è nella campagna di Gioia Tauro , lungo il Tavoliere della Puglia, nella estesa Padania che si concentrano il maggior numero di immigrati che vengono a " rubarci il lavoro", mentre le loro vite si consumano a due euro l'ora. Nella sola campagna del calabrese si contano intorno ai 4000 migranti la cui manodopera è acquistata a cottimo, esattamente come le loro esistenze, prive di qualsiasi forma di aiuto una volta riusciti a sfuggire l'incubo della Libia. Si, si sta parlando di quei "forzuti palestrati" che scendono dalle navi con il cellulare preceduti dagli show delle politiche di governo. Festeggia la sinistra agli sbarchi, festeggia segretamente la destra, perchè parte di quella forza verrà acquistata per pochi centesimi anche dalle campagne e fabbriche del nord. Eppure basterebbe il buon senso per porre fine ai festeggiamenti, sapendo che li accoglie una terra disumana dove è possibile solo lo sfruttamento e pratiche illecite. Sono uomini sfruttati, "sottoposti a pratiche svariate, spesso cadono nella devianza, le cui situazioni abitative indecenti e degradanti per la dignità di ogni essere umano e in uno stato di irreversibile di marginalizzazione non aiutano le loro condizioni fisiche e psicologiche. Non di rado, ci scappa il morto. Non di rado non se ha più notizia.
Arrivano qui in Italia portando i segni delle torture vissute in Libia, gli uomini soprattutto con le mani deformate per gli abusi ricevuti su queste. Ferite profonde di tagli, dita spezzate o bruciate dagli acidi. Perché nei lager libici funziona così. Ti danno il dolore accecante ma non tolgono l'autonomia. E le mani resistono. Resistono ai traumi, alle infezioni, le deformazioni portano un dolore lancinante ma permettono di fare comunque qualsiasi cosa, anche di lavorare a due euro nelle campagne, senza contratto, senza garanzie. Arrivano cosi i "giovani palestrati".
I medici per i diritti umani, Medu, da anni controllano la zona, di Gioia Tauro, la monitorano, prestano soccorso a moltitudini di invisibili e hanno finanche presentato un dossier, "I dannati della terra'". Fotografia senza sconti della situazione, dove se ne da conto affinché realtà prevalga su ogni demagogia.
Al nord si prende carico e cura di queste anime dannate il Prof. Massimo Del Bene, primario chirurgo della mano all’ospedale San Gerardo di Monza, il quale gratuitamente presta aiuto e soccorso sanitario a questa infinita moltitudine di disperati.
Soli, con difficoltà nella lingua, senza strumenti, appoggi legali, senza alcuna possibilità di reale integrazione, dove neanche la possibilità di riconoscere i loro titoli viene garantita, affollano strutture fetiscenti, senza alcuna assistenza e in condizioni igieniche inesistenti, che porta inevitabilmente alla comparsa delle più svariate patologie cliniche. Poche ore di riposo, uno addossato all'altro e si ritorna nei campi a "rubarci il lavoro" per due euro l'ora.
Gioia Tauro come il Tavoliere, come la Ciociaria, come la Padania. Tutte unite dal filo di una vergogna italiana. Uno scandalo di cui si ha difficoltà a parlarne, rimosso di fatto dal dibattito pubblico e dalle istituzioni politiche, le quali sembrano incapaci di qualsiasi iniziativa concreta e di largo respiro. Una realtà di cui tutti siamo a conoscenza, tutti parliamo di integrazione e inclusione ma nessuno si muove realmente per favorire ne l''inclusione ne la stessa integrazione dove passano necessariamente attraverso il giusto riconoscimento del lavoro e della dignità. Coinvolgiamo le istituzioni pertinenti, affinché intervengano per spezzare queste catene. Denunciamo agli organi competenti e ai sindacati ogni giorno questa condotta che non porta gloria ne onore alla nostra Italia, alla nostra Europa e se è il caso si scende in piazza, uno, dieci, cento volte per la difesa dei diritti umani, che vanno al di sopra di qualsiasi colore. La campagna italiana rappresenta tra il sistema dell’economia globalizzata, le contraddizioni nella gestione del fenomeno migratorio nel nostro paese dove nessuna forza politica, sinistra compresa, ha la forza di intraprendere un piano d'attacco per mettere fine a questo inferno. E pure l'Europa sa. Ma la questione migranti preoccupa solo per gli sbarchi, poi è solo una questione di sopravvivenza. Ed è chiaro che tutto questo genera malcontento tra gli stessi "abusati" dal nostro sistema.
Mentre il Ministro a torso n**o con megafono e selfie alla mano urla " È finita la pacchia", mi appare l'immagine della scritta, presente in Turchia nel Castello dei Templari, lungo la scala che porta alla sala delle torture: " Qui Dio non c'è".

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Rosaria Cataletto







25/07/2019
19/07/2019

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