Ambiente Asti

Ambiente Asti Lista civica eletta nel Consiglio comunale di Asti. Viviamo la politica come servizio al bene comune.

Siamo una lista civica nata da cittadini attenti alle tematiche ecologiche, ai diritti, alla partecipazione, alla legalità.

01/06/2026

Come Ambiente Asti e Verdi esprimiamo forte preoccupazione per quanto riportato in questi giorni dagli organi di stampa sulle condizioni insostenibili vissute da studenti e docenti presso la Jona, , dove il caldo avrebbe ormai superato livelli tollerabili.
Non si tratta più di semplici disagi stagionali.

Quando in aula si arriva a stare male, a perdere concentrazione o addirittura a svenire, siamo davanti a un problema di salute pubblica e di sicurezza. Ed è ancora più grave se tutto questo accade in edifici recenti, che avrebbero dovuto essere progettati tenendo conto delle nuove condizioni climatiche come nel caso della Jona.
Da anni si parla di emergenza climatica, ma troppo spesso le opere pubbliche continuano a essere pensate con modelli del passato: poco verde, scarsa ventilazione, grandi vetrate difficilmente schermabili che accumulano calore e assenza di strategie efficaci contro le alte temperature.
La Jona all’atto della presentazione sembrava ipotizzare un'altra storia con attenzione alle energie rinnovabili, la coibentazione, materiali dichiarati di qualità ma poi alla prova dei fatti sono parsi evidenti i limiti nella soluzione architettoniche scelte e la relativa capacità di collocare la nuova costruzione in un contesto climatico del tutto prevedibile.
La scuola, inoltre è una delle poche dotata di pannelli solari, quindi con la produzione di energia in autonomia, questa potrebbe essere una possibilità per avere un impianto di climatizzazione con costi molto ridotti dal punto di vista energetico, tenendo conto che in genere il problema grosso della climatizzazione è proprio il consumo di energia.
Gli studenti hanno diritto a studiare in ambienti dignitosi.
Gli insegnanti hanno diritto a lavorare in condizioni sicure. Non è accettabile che ogni ondata di calore si trasformi in un’emergenza improvvisa.
Per questo chiediamo:
controlli immediati sulle temperature negli edifici scolastici;
un piano straordinario di adattamento climatico delle scuole;
investimenti su alberature, schermature solari, ventilazione ed efficientamento energetico;
trasparenza sui tempi degli interventi e sulle eventuali responsabilità progettuali.
La crisi climatica non è un problema futuro: è già dentro le nostre città e dentro le nostre scuole. E ignorarla oggi significa lasciare soli ragazzi, famiglie e personale scolastico ad affrontarne le conseguenze.

Ambiente Asti -Verdi

01/06/2026

FONDAZIONE CR ASTI E BANCA DI ASTI: IL TEMA È L'AUTONOMIA DELLA POLITICA DAI CENTRI DI POTERE ECONOMICO

In queste settimane il dibattito pubblico astigiano si è concentrato su indiscrezioni, retroscena e rapporti personali tra esponenti politici. Una discussione che rischia però di allontanare l'attenzione dalla questione realmente centrale.

Al di là del chiacchiericcio politico, delle indiscrezioni e delle ricostruzioni più o meno interessate, ciò che deve essere chiarito davanti alla città è un punto molto più rilevante: l'effettiva indipendenza delle forze politiche, di maggioranza e di opposizione, dai vertici della Fondazione Cassa di Risparmio di Asti e della Banca di Asti.

È questa la questione che riguarda direttamente la qualità della democrazia locale. I cittadini hanno il diritto di sapere che chi li rappresenta esercita il proprio ruolo in piena autonomia, senza condizionamenti, senza rapporti privilegiati e senza subordinazioni nei confronti dei principali centri di potere economico e finanziario del territorio. La credibilità della politica si misura proprio nella sua capacità di mantenere una netta distinzione tra interesse pubblico e interessi particolari.

Per questo riteniamo che la discussione debba concentrarsi sulla Fondazione Cassa di Risparmio di Asti, sulla Banca di Asti e sui nuovi equilibri che si sono determinati negli ultimi mesi. Chiunque ricopra ruoli pubblici o ambisca a governare la città deve dimostrare nei fatti piena indipendenza da qualsiasi potere economico, finanziario o imprenditoriale.

Asti ha bisogno di istituzioni forti e autonome, capaci di agire esclusivamente nell'interesse della collettività. Quando i confini tra politica, finanza e grandi interessi privati diventano sfumati, si indeboliscono la trasparenza, la credibilità delle istituzioni e soprattutto la fiducia dei cittadini, che è il primo e più importante fondamento della democrazia.

Fin dall'inizio della vicenda abbiamo sostenuto la necessità di una scelta chiara da parte di chi ha assunto contemporaneamente incarichi istituzionali e ruoli ai vertici del sistema bancario e fondazionale locale. Abbiamo chiesto le dimissioni dagli incarichi pubblici perché riteniamo che tali sovrapposizioni generino inevitabili problemi di opportunità e di indipendenza.

Ma abbiamo sempre affermato con altrettanta chiarezza un principio: se un incarico deve essere lasciato, non dovrebbe essere quello affidato dagli elettori. Il mandato ricevuto dai cittadini attraverso il voto rappresenta infatti un patto democratico che dovrebbe prevalere rispetto a incarichi ottenuti successivamente all'interno di organismi bancari o fondazionali.

Questo principio vale per tutti. Vale per il Sindaco Maurizio Rasero, eletto per amministrare la città e successivamente approdato ai vertici della Banca di Asti. Vale allo stesso modo per il consigliere comunale del Partito Democratico entrato negli organismi della Fondazione Cassa di Risparmio di Asti. In entrambi i casi riteniamo che si sia determinata una evidente contraddizione rispetto al mandato ricevuto dagli elettori.

Chi è stato eletto dai cittadini dovrebbe considerare prioritario l'impegno assunto verso la comunità. Diversamente si rischia di trasmettere l'idea che il ruolo pubblico sia utilizzato come strumento per accedere a incarichi più influenti all'interno dei principali centri di potere economico e finanziario del territorio.

La vicenda pone inoltre interrogativi che meritano risposte chiare. Quali criteri hanno guidato le recenti scelte ai vertici della Fondazione? Hanno pesato esclusivamente competenze, capacità e visione strategica oppure anche equilibri politici e rapporti consolidati nel tempo?

Non si tratta di questioni marginali o di polemiche strumentali: si tratta della sostanza stessa del rapporto tra cittadini, istituzioni e poteri economici. Quando la percezione pubblica è quella di una commistione tra ruoli, incarichi e interessi, a perdere non è solo la singola figura coinvolta, ma l’intero sistema istituzionale locale.

Per questo è necessario alzare lo sguardo e affrontare la questione per ciò che è realmente: non un tema di gossip politico, ma un problema di equilibrio democratico e di trasparenza strutturale.

La città merita chiarezza, autonomia della politica e una netta separazione tra interesse pubblico e interessi particolari. È su questo terreno che si misura la qualità della democrazia locale. Serve un cambio di passo netto, non cosmetico, che riporti al centro il principio di responsabilità pubblica e il primato del mandato elettorale rispetto a qualsiasi altra appartenenza o incarico.

Solo così si può ricostruire fiducia. Solo così si può evitare che i cittadini percepiscano le istituzioni come un sistema chiuso, autoreferenziale o condizionato da centri di potere esterni. E solo così la politica può tornare a essere ciò che deve essere: servizio alla comunità e non scala per altri percorsi.

Mentre altri discutono di nomine e assetti di potere, noi continuiamo a lavorare per costruire un'alternativa credibile, fondata sul bene comune, sulla trasparenza amministrativa e sull'indipendenza della politica da ogni centro di potere economico e finanziario.

Ambiente Asti

⁉️Quanto è costata la consulenza affidata dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Asti alla società internazionale Spence...
01/06/2026

⁉️Quanto è costata la consulenza affidata dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Asti alla società internazionale Spencer Stuart per la selezione dei vertici della banca?

‼️Nel novembre 2025 la Fondazione aveva annunciato l'incarico a Spencer Stuart, società leader mondiale nell'executive search, spiegando che l'obiettivo era garantire un percorso improntato a trasparenza, competenza e buona governance.

✔️Ad oggi, però, non risultano pubblicamente noti né il costo dell'incarico né le modalità con cui la società sarebbe stata individuata.

‼️La questione assume particolare rilievo perché la Fondazione rappresenta uno dei principali soggetti che finanziano attività culturali, sociali, educative, sportive e assistenziali del territorio astigiano. Nell'ultimo bando sono stati sostenuti 147 progetti con poco più di 1,2 milioni di euro complessivi.

‼️Se pensiamo a un costo di decine o centinaia di migliaia di euro è chiaro che la Fondazione rinuncerà a finanziare progetti sul territorio, perchè li ha già spesi per la consulenza.

✔️L'interrogazione chiede quindi di chiarire il costo della consulenza, i criteri adottati per l'affidamento e quale sia stato il valore aggiunto prodotto dall'incarico.

‼️Tra gli esiti del processo di selezione vi sono infatti la successiva nomina del Sindaco Maurizio Rasero alla Presidenza della Cassa di Risparmio di Asti e l'ingresso nel Consiglio di Amministrazione di Roberto Vercelli, figura già nota nel panorama politico e istituzionale locale.

⁉️Il processo ha tenuto conto solo dei curriculum o anche di un bilancino politico: Il vertice a chi comanda in città , un posto in consiglio a un rappresentante di uno dei partiti di opposizione?

⁉️I consiglieri chiedono inoltre se siano state effettuate valutazioni in merito a possibili conflitti di interesse, profili di opportunità istituzionale.

📣Lo chiediamo al Sindaco, perchè? E' chiaro che attraverso i consiglieri che ha nominato ha una maggioranza in tale ente. Inutile dire che ne rispetta l'indipendenza, perchè proprio quell'organo gli è servito per diventare presidente della Banca.

✔️L'obiettivo dichiarato dell'interrogazione è ottenere la massima trasparenza sull'utilizzo delle risorse della Fondazione e sul percorso che ha portato alla composizione degli attuali organi della banca.

INTERROGAZIONE CONSILIARE
Al Sindaco del Comune di Asti
Oggetto: affidamento incarico alla società Spencer Stuart da parte della Fondazione Cassa di Risparmio di Asti, utilizzo delle risorse della Fondazione e profili di trasparenza nella selezione degli organi della Cassa di Risparmio di Asti
Premesso che:
– in data 14 novembre 2025 il Consiglio di Amministrazione della Fondazione Cassa di Risparmio di Asti ha deliberato l’affidamento alla società Spencer Stuart dell’incarico di supporto al processo di individuazione e valutazione dei candidati per il rinnovo del Consiglio di Amministrazione della Cassa di Risparmio di Asti S.p.A.;
– la Fondazione ha motivato tale scelta con l’esigenza di garantire un percorso improntato a trasparenza, competenza e conformità agli indirizzi di governance espressi dalle autorità di vigilanza;
– nel comunicato pubblico relativo all’affidamento non risultano indicati il costo dell’incarico, le modalità di selezione della società incaricata e gli eventuali criteri comparativi adottati;
Considerato che:
– la Fondazione Cassa di Risparmio di Asti rappresenta uno dei principali soggetti di sostegno alle attività culturali, sociali, educative, assistenziali e sportive del territorio;
– l’utilizzo delle risorse della Fondazione dovrebbe essere improntato ai principi di trasparenza, efficacia e massima valorizzazione delle ricadute a favore della comunità locale;
– il Presidente della Fondazione, Livio Negro, ha più volte evidenziato pubblicamente la necessità di incrementare la redditività e la capacità erogativa della Fondazione, sottolineando la limitatezza delle risorse disponibili rispetto alle richieste provenienti dal territorio;
– nel medesimo contesto sono state avviate riflessioni pubbliche sulla diversificazione patrimoniale della Fondazione, sulla ricerca di partner industriali e sugli assetti della governance bancaria;
– nell’ultimo bando della Fondazione sono stati finanziati 147 progetti per un importo complessivo di euro 1.232.028,89, pari ad un contributo medio di circa euro 8.381 per progetto;
– in particolare, 51 progetti hanno ricevuto contributi compresi tra 2.000 e 4.999 euro, 43 progetti tra 5.000 e 9.999 euro e 20 progetti tra 10.000 e 19.999 euro, evidenziando come anche somme relativamente contenute consentano il sostegno di numerose iniziative sul territorio;
– ogni risorsa destinata a consulenze e incarichi esterni costituisce una risorsa che non viene destinata direttamente alle attività erogative della Fondazione;
– la Fondazione ha ritenuto necessario affidare ad una primaria società internazionale di executive search un incarico esterno finalizzato alla selezione e valutazione dei componenti degli organi di amministrazione della Cassa di Risparmio di Asti in occasione del loro rinnovo;
– secondo le ricostruzioni pubbliche dell'epoca, l'elezione del Presidente della Fondazione Livio Negro sarebbe avvenuta con il sostegno determinante di componenti espressi da enti territoriali, tra cui rappresentanti indicati dal Comune di Asti e dalla Provincia;
– gli esiti del processo di selezione hanno portato, tra l'altro, alla nomina del Sindaco di Asti Maurizio Rasero alla Presidenza della Cassa di Risparmio di Asti e all'ingresso nel Consiglio di Amministrazione di Roberto Vercelli, allora consigliere comunale del Partito Democratico e figura già nota nel panorama politico e istituzionale locale;
– tali circostanze rendono opportuno comprendere quale sia stato il valore aggiunto concretamente apportato dalla consulenza esterna rispetto all'individuazione di figure già ampiamente conosciute e radicate nel contesto territoriale;
– tali esiti possono inoltre generare nell'opinione pubblica interrogativi circa il grado di indipendenza delle scelte effettuate e circa l'eventuale rilevanza attribuita a equilibri politico-istituzionali locali nel processo di selezione;
– successivamente a tali procedure, il Sindaco di Asti ha assunto la Presidenza della Cassa di Risparmio di Asti, circostanza che rende opportuno un chiarimento pubblico in merito ai profili di opportunità istituzionale, trasparenza e separazione dei ruoli;
– appare pertanto utile garantire la massima chiarezza sui rapporti tra la Fondazione, la società incaricata della selezione dei candidati e le decisioni che hanno condotto alla composizione degli attuali organi della banca;
Si interroga il Sindaco per sapere:
se il Comune di Asti, direttamente o tramite propri rappresentanti negli organi della Fondazione, sia a conoscenza del costo complessivo dell’incarico affidato alla società Spencer Stuart;
quali siano stati i criteri utilizzati per l’individuazione e la scelta della società incaricata e se siano state valutate soluzioni alternative;
se ritenga opportuno richiedere la pubblicazione integrale dei costi sostenuti e delle modalità di affidamento dell’incarico;
se siano state effettuate verifiche o valutazioni in merito ad eventuali profili di incompatibilità, conflitto di interessi o opportunità istituzionale connessi alle procedure di individuazione degli organi della banca;
se, alla luce della successiva assunzione della Presidenza della Cassa di Risparmio di Asti da parte del Sindaco, ritenga opportuno rendere pubbliche le eventuali valutazioni effettuate in merito alla correttezza e alla trasparenza del percorso seguito;
quale sia l’incidenza economica dell’incarico affidato alla società Spencer Stuart rispetto alle risorse annualmente destinate dalla Fondazione ai progetti e agli interventi sul territorio;
se l’Amministrazione ritenga coerente con le dichiarate difficoltà relative alla disponibilità di risorse per il territorio l’utilizzo di fondi della Fondazione per una consulenza esterna finalizzata alla selezione degli organi della banca;
quale sia il costo complessivo dell’incarico affidato alla società Spencer Stuart e, sulla base delle fasce di contribuzione adottate dalla Fondazione nei propri bandi, a quanti progetti culturali, sociali, educativi, sportivi o assistenziali del territorio tale somma corrisponderebbe e avrebbe potuto consentire di finanziare;
a quanti progetti, iniziative culturali, sociali, educative, sportive o assistenziali del territorio astigiano si sia eventualmente rinunciato, oppure quanti avrebbero potuto essere finanziati con le medesime risorse economiche destinate all’incarico consulenziale affidato alla società Spencer Stuart;
se, alla luce degli esiti del processo di selezione e delle figure nominate negli organi della banca, l’Amministrazione ritenga che la consulenza affidata abbia apportato un effettivo valore aggiunto nell’individuazione dei candidati e quali risultati concreti abbiano giustificato il relativo esborso economico;
se tra i criteri di valutazione e selezione adottati dalla società Spencer Stuart e successivamente recepiti dalla Fondazione vi fossero esclusivamente elementi di natura professionale, manageriale e di governance oppure se siano state prese in considerazione anche valutazioni relative alla rappresentanza degli equilibri politico-istituzionali del territorio;
se l’Amministrazione sia a conoscenza di eventuali indicazioni, formali o informali, volte a favorire la nomina di soggetti che avevano avuto un ruolo nelle precedenti dinamiche di nomina degli organi della Fondazione o a garantire la presenza di rappresentanti riconducibili a differenti aree politiche locali.

I Consiglieri
Mario Malandrone
Vittoria Briccarello
Mauro Bosia
Gianfranco Miroglio

27/05/2026

Borgomale e zone limitrofe.Ieri pomeriggio, come gruppo consiliare comunale di minoranza, abbiamo partecipato all’incontro organizzato dagli abitanti della frazione Borgomale, alla presenza dell’Assessore comunale alla Sicurezza, Luigi Giacomini, e di altri consiglieri di minoranza e maggioranza.La prima sensazione, nel guardare questi cittadini vittime di una ripetuta raffica di furti in un brevissimo lasso di tempo, è stata un misto di rabbia, paura e rassegnazione.Rabbia per quanto ingiustamente hanno subito, paura per qualcosa che è già accaduto e che potrà ripetersi (speriamo di no) e rassegnazione per l’assenza di risposte immediate da parte delle Autorità preposte alla tutela dei cittadini; quasi una rassegnazione all’inevitabile.Certo, siamo consapevoli della scarsità di risorse delle Forze di Polizia, ma siamo altrettanto consapevoli che, in questo momento a Borgomale, le Autorità di P.S. debbano dimostrare concretamente e nell'immediato di essere vicine ai cittadini, con controlli serrati e un presidio, anche solo temporaneo, nelle ore notturne.Non ci rasserenano le dichiarazioni dell’Assessore Giacomini riguardo alla disponibilità del Comandante provinciale dell’Arma dei Carabinieri a incontrare i cittadini per parlare di buone pratiche, incontri diffusi e ripetuti sul territorio astigiano (e ne riconosciamo il merito), in quanto insufficienti a contrastare un fenomeno preoccupante e insistente.E siamo anche basiti del fatto che il Governo centrale, nonostante le ripetute richieste delle proprie Segreterie provinciali, non abbia fatto alcunché per potenziare gli organici locali delle Forze di Polizia.Sicuramente sono deterrenti l’installazione di telecamere, di antifurti perimetrali e volumetrici, le grate alle finestre e alle porte, l’utilizzo di una potente illuminazione con sensori all’interno dei cortili e i cani, anche di grosse dimensioni, che di notte devono stare all’interno delle case.Interessante la proposta regionale del PD di determinare un contributo ai cittadini piemontesi per l’installazione di antifurti e telecamere (ma ahimè si tratta di una proposta e chissà quando e se sarà approvata).Il controllo del vicinato è un elemento importante, ma deve essere attivato immediatamente. Soprattutto, i cittadini che aderiranno vogliono risposte dalle Autorità preposte, con interventi sul territorio senza attendere tempi lunghissimi che consentono ai ladri di avere un completo campo di azione.Sottolineiamo che, a scanso di equivoci, i cittadini devono pretendere l’intervento delle Forze dell’Ordine quando viene minata la loro sicurezza. Dalle stesse Forze di Polizia devono pretendere la ricezione di una denuncia o di una querela, che sia per il danno subito anche se minimo.Auspichiamo un intervento risolutivo delle Autorità preposte.

Ambiente Asti piange Carlin Petrini: “Il suo messaggio di ecologia, gioia e comunità rimarrà una guida per tutti noi”La ...
25/05/2026

Ambiente Asti piange Carlin Petrini:
“Il suo messaggio di ecologia, gioia e comunità rimarrà una guida per tutti noi”

La lista civica *Ambiente Asti* si unisce al cordoglio unanime per la scomparsa di Carlo “Carlin” Petrini, figura straordinaria che ha rivoluzionato il modo di intendere il cibo, la terra e le relazioni umane.
Petrini ha avuto l’immenso merito di saper unire, con una visione pionieristica e una straordinaria forza comunicativa, i temi dell’ecologia profonda con quelli di un’agricoltura sana, pulita e giusta. Ha saputo coinvolgere intere comunità attraverso la gioia della condivisione, la convivialità e il rispetto per i custodi della terra, dando vita alla straordinaria rete globale di *Terra Madre*.
Per Asti, il legame con la visione di Carlin Petrini evoca ricordi indelebili ed esaltanti. La nostra comunità cittadina ebbe l'onore e l’orgoglio di ospitare, in occasione delle storiche edizioni di Terra Madre, le comunità del cibo provenienti dal Senegal, dal Benin e da altri Paesi africani. Furono giorni di straordinario fermento culturale, di scambio umano e di solidarietà concreta, in cui Asti si riscoprì centro di un mondo unito dalla terra e dalla fratellanza.
“Carlin Petrini non è stato solo un teorico dell'ecologia, ma il grande ispiratore e il 'cerimoniere' di un nuovo umanesimo planetario, ci ha insegnato che difendere l'ambiente significa difendere la dignità di chi lo coltiva e il diritto alla gioia di chi ne gode i frutti.

Esprimiamo il nostro profondo cordoglio per la sua scomparsa, con la promessa di continuare a far camminare le sue idee anche nel nostro territorio.

L'eredità morale, culturale e politica di Petrini rimarrà un faro per chiunque, come Ambiente Asti, si batte per un futuro sostenibile, dove la tutela della biodiversità e la giustizia sociale viaggino sempre di pari passo.

Ambiente Asti

11/05/2026

In questo Consiglio Comunale sarà ancora una volta il gruppo Ambiente Asti a portare in aula gran parte dei problemi reali della città.

Dalla situazione delle strade alla sicurezza, dai quartieri ai servizi pubblici, dal lavoro all’ambiente: l’ora di interrogazioni, interpellanze e ordini del giorno vedrà affrontare decine di temi concreti che riguardano la vita quotidiana degli astigiani.

📌 I numeri parlano chiaro: circa il 93% delle interrogazioni/interpellanze all’ordine del giorno risultano firmate o proposte da Mario Malandrone e dal gruppo Ambiente Asti.

Un lavoro continuo di presenza sul territorio, ascolto dei cittadini e controllo dell’operato amministrativo.

Tra i temi portati in Consiglio:
▪️ sicurezza stradale e attraversamenti pedonali
▪️ degrado urbano e manutenzioni
▪️ piste ciclabili e parcheggi irregolari
▪️ frazioni e periferie dimenticate
▪️ impianto agrivoltaico Asti 3
▪️ stato dei progetti PNRR
▪️ servizi pubblici e casette dell’acqua
▪️ situazioni sociali delicate e tutela dei cittadini

📣 Presenteremo inoltre l’Ordine del Giorno a sostegno dei lavoratori e delle lavoratrici Tecnocall – Mediacom, contro il rischio di perdita di decine di posti di lavoro sul territorio astigiano.

Ambiente Asti continua a fare ciò che dovrebbe fare la politica: stare dentro i problemi della città, dare voce ai cittadini e pretendere risposte concrete.

Contribuite a questa richiesta di diffusione degli RSU del CPIA e del COMITATO SINDACALE
28/04/2026

Contribuite a questa richiesta di diffusione degli RSU del CPIA e del COMITATO SINDACALE

Servono ancora 167! Rafforziamo l'istruzione per gli adulti di Asti

22/04/2026

COMUNICATO POLITICO
CRAsti: era già tutto previsto
Le nomine indicate dalla Fondazione, azionista di maggioranza della Cassa di Risparmio di Asti per il rinnovo del Consiglio di Amministrazione della banca, confermano un’impressione sempre più diffusa: il percorso decisionale era già sostanzialmente definito e il confronto pubblico è stato, nei fatti, marginale.
La formalizzazione prevista per il 27 aprile, data in cui risulterà di fatto completato l’intero assetto degli organi di governo della banca indicato dalla Fondazione, appare come il punto finale di un processo già sostanzialmente deciso in precedenza.
A rendere ancora più grave la situazione è il ricorso a costose consulenze per l’analisi dei curricula, presentate come garanzia di selezione trasparente.
👉 Un investimento rilevante di risorse che appare difficilmente giustificabile se le scelte erano già orientate a monte da equilibri politici e istituzionali.
I nomi del Consiglio di Amministrazione si sarebbero potuti individuare senza ricorrere a costi così elevati.
In questo contesto emergono elementi che non possono essere ignorati:
* un patto costruito tra diversi livelli istituzionali e politici
* il coinvolgimento di aree politiche, a partire dal Partito Democratico, anche attraverso rappresentanze territoriali come Vercelli
* la concentrazione di ruoli nella figura del sindaco Maurizio Rasero
👉 Riteniamo inaccettabile la concentrazione di potere che si è venuta a determinare, con il rischio concreto di comprimere il pluralismo e l’autonomia decisionale della banca, riducendo gli spazi di confronto democratico e alterando l’equilibrio istituzionale.
👉 È inaccettabile che si sia determinata una concentrazione di potere tale da configurare, di fatto, un sistema di influenza politica e istituzionale fortemente accentrato.
Tutto questo rafforza il dubbio che le nomine siano il risultato di un accordo politico tra i poteri dominanti in città, più che di una reale selezione competitiva.
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Difesa dell’occupazione
La Cassa di Risparmio di Asti è fatta di lavoratori e competenze che non possono diventare variabili di aggiustamento.
Qualsiasi prospettiva deve garantire:
* stabilità occupazionale
* valorizzazione delle professionalità
* tutela del presidio territoriale
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Autonomia della banca
A questa configurazione si è giunti anche attraverso una lunga fase di pressione pubblica e narrativa, che ha contribuito a indebolire la percezione della banca e della sua gestione.
In particolare, è stata alimentata una narrazione insistente sugli azionisti e sul valore delle loro partecipazioni:
* enfatizzando il tema del presunto impoverimento del valore delle azioni
* prospettando scenari di grande beneficio economico in caso di cessione di quote
👉 L’autonomia della CRAsti è una garanzia per il territorio, non un ostacolo.
Questa narrazione ha avuto un duplice effetto:
* indebolire i vertici precedenti
* creare le condizioni per giustificare possibili cessioni di partecipazioni
Con rischi concreti:
* spingere verso la vendita delle quote
* ridurre il controllo locale
* aprire la strada a operazioni di progressiva perdita di autonomia
👉 In altre parole, si rischia una deriva verso la cessione della banca stessa.
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Il profilo del nuovo Amministratore Delegato
Il curriculum del nuovo Amministratore Delegato, maturato all’interno di grandi gruppi bancari, rappresenta un elemento strategico che non può essere sottovalutato.
👉 Si tratta di un profilo abituato a operare su scala nazionale e internazionale, con logiche tipiche dei grandi sistemi bancari, profondamente diverse da quelle di una banca territoriale come la CRAsti.
Questo apre un interrogativo decisivo:
* sarà in grado di rafforzare una banca autonoma, radicata nel territorio e tra le principali realtà indipendenti del Paese
* oppure orienterà progressivamente l’istituto verso una confluenza in grandi gruppi bancari
👉 La risposta a questa domanda definirà il futuro della banca, del lavoro e del territorio.
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Un primo passo concreto
Dopo un anno di dibattito sugli azionisti, è il momento di passare ai fatti.
👉 Chiediamo la valorizzazione delle azioni detenute da migliaia di piccoli azionisti risparmi di famiglie che han perso il 50 % del loro valore. Affinchè questa polemica sulle azioni non sia solo un movente per indebolire i vertici passati e di potere, ma un passo concreto.
Questo rappresenterebbe:
* rispetto verso chi ha investito
* un segnale concreto di solidità
* una discontinuità reale rispetto a narrazioni utilizzate in chiave politica
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Trasparenza sulle strategie future
È indispensabile chiarire:
* quale modello di banca si intende costruire
* se esistono progetti di aggregazione o integrazione
* quali garanzie vengono offerte a lavoratori e territorio
Le decisioni non possono essere il risultato di accordi costruiti da un patto politico e comunicati solo a posteriori.
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Conclusione
La Cassa di Risparmio di Asti deve restare un presidio economico e sociale del territorio, capace di evolversi senza perdere identità e indipendenza.
Il 27 aprile, con la formalizzazione definitiva delle nomine, rappresenterà un passaggio chiave e chiarificatore.
Oggi serve una scelta chiara:
meno narrazioni, più responsabilità.
Chi ha ruoli di guida dimostri con i fatti quale futuro intende costruire.
Noi, pur non sedendo nel Consiglio di Amministrazione e senza partecipare a questa concentrazione di potere degna di un romanzo distopico di fantascienza, saremo vigili e determinati nel difendere:
* l’autonomia della banca
* il suo ruolo per il territorio
* l’occupazione
La banca non è terreno di equilibrio politico, ma patrimonio della comunità.

Indirizzo

Asti
14100

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