30/05/2026
Cari cittadini di Supersano,
Ieri sera il Consiglio comunale si è svolto in un clima che non esito a definire da Regime. Le argomentazioni portate dai consiglieri di opposizione — fondate sui dati della stessa relazione di gestione predisposta dalla Giunta — hanno evidentemente creato disagio e nervosismo nella maggioranza. Un nervosismo che si è manifestato non con risposte nel merito, ma con interruzioni continue, con minacce di togliere la parola a chi stava semplicemente esercitando il proprio mandato, e addirittura con la minaccia di espellermi dall'aula solo per il fatto di aver chiesto di permettere ad Alberto Marzo Maggio di parlare, perché impedito dal Presidente del Consiglio. Una baraonda mai vista. Una pessima gestione del Consiglio.
Ecco perché non accettano la trasmissione in streaming. Si vergognano per ciò che fanno.
Voglio che la maggioranza sappia che il Consiglio comunale non è una loro proprietà privata. È il luogo dove chi è stato eletto ha il diritto e il dovere di parlare, di argomentare, di dissentire. Impedire questo non è governare: è prepotenza.
E voglio anche che i cittadini sappiano il perché di tanto nervosismo. Perché le domande che abbiamo posto erano scomode. Perché i rischi che abbiamo segnalato — in particolare quelli legati alla vicenda della società Terra d'Otranto S.p.A. — sono rischi concreti che riguardano le tasche di tutti i supersanesi. Così chi non aveva argomenti per rispondere ha alzato la voce. Chi non ha saputo difendere le proprie scelte nel merito, ha cercato di silenziare chi le metteva in discussione.
Noi non ci siamo fatti silenziare. E non accetteremo mai il bavaglio.
Di seguito trovate la mia dichiarazione di voto contrario al Rendiconto 2025, con le ragioni puntuali e documentate su alcuni punti.
------‐--------------------
DICHIARAZIONE DI VOTO CONTRARIO AL RENDICONTO 2025
Gruppo consiliare "Viviamo Supersano"
Signor Sindaco, signori Consiglieri, cittadini presenti,
il gruppo consiliare Viviamo Supersano esprime voto "contrario" all'approvazione del Rendiconto della gestione 2025 del Comune di Supersano.
Non si tratta di un voto di opposizione pregiudiziale o di facciata. Si tratta di un voto motivato da ragioni concrete, documentate, che emergono dalla lettura attenta della stessa relazione sulla gestione che ci è stata sottoposta. Una relazione che, tra le righe dei suoi prospetti contabili, racconta una storia che i cittadini di Supersano hanno il diritto di conoscere.
Il primo motivo riguarda gli investimenti.
Questo bilancio prevedeva investimenti in opere pubbliche per oltre "25 milioni di euro". Alla fine dell'anno ne sono stati effettivamente impegnati poco più di "2 milioni". Uno scarto del 91%. Quasi tutto il resto è rimasto sulla carta.
Alcuni progetti sono stati definitivamente espulsi dal PNRR nazionale. Altri esistono solo come voci di bilancio in attesa di finanziamenti che non sono mai arrivati.
Ci viene detto che questo dipende dalla rimodulazione del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza. Ed è vero che quella rimodulazione è stata decisa a Roma. Ma è anche vero che questo Consiglio ha il diritto — e il dovere — di sapere esattamente quali progetti sono ancora vivi, con quale copertura finanziaria, con quale responsabile, con quale scadenza. La relazione non risponde a nessuna di queste domande. E intanto i nostri concittadini aspettano di sapere quando e se saranno realizzate le seguenti opere pubbliche già finanziate: ampliamento della biblioteca comunale, il rifacimento dei campetti De Vitis per i quali è stato più volte annunciato l'inizio dei lavori, il rifacimento della villa comunale, rifacimento di strade comunali ecc. ecc. Tutte opera già finanziate da molti anni.
Ma il secondo motivo è quello più grave. Ed è quello su cui chiediamo la massima attenzione di tutti i presenti, maggioranza compresa.
Parliamo di "Terra d'Otranto S.p.A", la società “in house” per la gestione dei rifiuti.
Questa società è stata costituita nell'aprile del 2023. Siamo nel 2026 "non è ancora operativa" e non ha ancora raccolto un sacchetto di spazzatura a Supersano. Eppure il nostro Comune si è già esposto nei suoi confronti in modo molto significativo sul piano finanziario.
Infatti, con la delibera consiliare n. 37 del 2025, questo Consiglio ha concesso una "fideiussione" a favore della Banca Popolare Pugliese nell'interesse di Terra d'Otranto. E lo ha fatto rinunciando al cosiddetto "beneficio della preventiva escussione". Traduco per chi non è avvezzo al linguaggio giuridico: normalmente, quando un ente garantisce per un altro soggetto, la banca deve prima tentare di recuperare il proprio credito dal debitore principale — in questo caso la società — ma se se non ci riesce, può rivolgersi al garante. Traduciamo in termini più semplici: rinunciando a questa protezione, il Comune ha accettato che la banca Popolare Pugliese possa bussare "direttamente alle sue casse comunali", senza passare per Terra d'Otranto, nel momento in cui quest’ultima non riuscisse a pagare le rate del mutuo.
Ma c'è di più. La stessa relazione che stiamo discutendo ammette, quasi di passaggio, che il Comune non ha versato le quote di capitale dovute per le annualità "2024 e 2025". Lo fa con una formula vaga: "emergerebbero crediti" (cito il revisore ) da parte della società, per i quali "il competente ufficio assumerà i provvedimenti necessari" (cito il revisore). Non viene detto di quanto si tratta. Non viene detto da quando. Non viene detto cosa si intende fare e quando. In particolare lo stesso revisore nell’esprimere il proprio parere sul Consuntivo afferma che la società ha subito delle perdite evidenziando però che i dati non sono disponibili alla data del 31/12/2025.
Abbiamo quindi una situazione in cui il Comune ha garantito i debiti di una società verso una banca, rinunciando alle proprie tutele di garante, mentre contemporaneamente è inadempiente verso quella stessa società per le quote di capitale che avrebbe dovuto versare. E la relazione ci dice anche che il fondo accantonato per le spese gestionali di questa partecipata è stato "triplicato"nell'ultimo esercizio, passando da 7.000 a 35.000 euro. Segno che qualcuno, in questa amministrazione, sa che i rischi ci sono.
Eppure, nonostante tutto questo, la giunta ha ritenuto di "non accantonare nulla" per coprire il rischio di escussione della fideiussione. Nessun euro messo da parte nel caso in cui la banca si rivolgesse al Comune. La giustificazione è che le motivazioni sono "puntualmente riportate" nella delibera. Ma quelle motivazioni non sono state illustrate a questo Consiglio in modo trasparente, e la relazione di gestione non le richiama.
Ora, colleghi consiglieri di maggioranza, mi rivolgo direttamente a voi.
So che il vostro ruolo vi porta a sostenere le scelte della giunta. Lo capisco e lo rispetto. Ma c'è una questione che va al di là degli schieramenti politici, e riguarda la vostra personale responsabilità.
Chi vota l'approvazione di un rendiconto che contiene queste criticità, e in particolare chi approva una situazione di garanzia prestata senza adeguata copertura per una società non operativa, “si assume una responsabilità precisa”. La Corte dei Conti, che già monitora attentamente le società “in house” per la gestione rifiuti in questa provincia — come abbiamo visto nel caso di Santa Cesarea Terme — può valutare se vi sia stato danno erariale. E in quel caso, la responsabilità non ricade sull'ente astrattamente: ricade sulle “persone fisiche” che hanno votato, deliberato, approvato.
Non sto facendo terrorismo. Sto leggendo la legge. L'art. 248 del Testo Unico degli Enti Locali, infatti, che è chiaro sulle responsabilità degli amministratori. E la giurisprudenza contabile degli ultimi anni è ricca di casi in cui consiglieri comunali — non solo sindaci e assessori, ma semplici consiglieri che hanno votato favorevolmente — sono stati chiamati a rispondere personalmente di scelte che hanno prodotto danno alle casse pubbliche.
Per questo, con rispetto e senza spirito polemico, vi chiedo di valutare almeno l'astensione. Non è un atto di tradimento verso la vostra maggioranza. È un atto di prudenza verso voi stessi e verso i cittadini che vi hanno eletto. Astenersi significa dire: prendo atto del rendiconto, ma non mi assumo la responsabilità di approvare una situazione che presenta rischi non quantificati e non coperti.
In conclusione.
Viviamo Supersano vota contro questo rendiconto perché racconta di una programmazione degli investimenti che non si è tradotta in opere reali, e soprattutto di un'esposizione finanziaria verso Terra d'Otranto S.p.A. che è stata assunta senza le necessarie cautele e senza fornire a questo Consiglio le informazioni indispensabili per valutarla.
I cittadini di Supersano meritano un bilancio che sia non solo formalmente in pareggio, ma sostanzialmente trasparente, prudente e responsabile. Questo rendiconto non lo è.
Bruno Contini