26/06/2020
PER INFO E PER DONARE: http://www.laspina.red/2020/06/24/speselegaliattivisti/
SOSTENIAMO I/LE COMPAGNI/E SOTTO PROCESSO!
Il nostro portale sponsorizza la raccolta fondi organizzata dai/dalle Giovani Comunisti/e di Emilia Romagna, Lombardia e Piemonte a sostegno di alcuni/e compagni/e ingiustamente sotto processo o vittime di provvedimenti sanzionatori frutto delle ultime riforme repressive.
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L’ONDATA DI REPRESSIONE NELLE UNIVERSITA’ DEL NORD
Nell’ultimo anno nelle università del nord Italia si è assistita ad una ondata di repressione che ha coinvolto soprattutto attivisti antifascisti e ambientalisti, colpevoli di contestare le politiche di tolleranza dei movimenti neofascisti in università e la collaborazione degli atenei con le multinazionali del petrolio e del cemento. A seguito di ciò diversi compagni e compagne, soprattutto in Piemonte, Lombardia ed Emilia, hanno subito procedimenti penali a loro carico con le accuse più disparate, ciò al solo fine di ostacolare l’organizzazione del dissenso se non di spaventare gli studenti e le studentesse che si avvicinano alle tematiche discusse dalle realtà sociali universitarie, parificando il diritto di espressione del libero pensiero a un qualsiasi atto criminoso, in spregio alla Costituzione.
COSA E’ SUCCESSO A FOGGIA DOPO IL CORTEO DEL 6 DICEMBRE 2019
Dopo la manifestazione del 6 dicembre, durante la quale centinaia di lavoratori e lavoratrici delle campagne hanno congiuntamente manifestato a Foggia e a Gioia Tauro chiedendo al governo documenti, case e contratti, la macchina repressiva dello Stato si è mossa per sedare e criminalizzare chi quel giorno solidarizzava con i lavoratori e le lavoratrici. Ai 12 fogli di via già emessi da Foggia, Sansevero e Manfredonia oggi si sommano altri due da Rosarno, Reggio Calabria, San Ferdinando e Gioia Tauro. Questa volta le dinamiche repressive sono ancora più esplicite: le compagne e i compagni vengono descritti come pregiudicati e accusati di essere un’associazione a delinquere. Inoltre da quanto emerge dai fogli di via si nota, ancora una volta, la volontà di ostacolare le lotte nelle campagne, di dare la responsabilità delle rivolte, in una visione assai paternalista e razzista delle cose, agli italiani solidali e allo stesso tempo sedare la rabbia di chi è costretto a condizioni di vita inaccettabili e che si ribella autonomamente e liberamente per cambiarle. Ma la lotta non si arresta, le condizioni di vita di chi vive e lavora nelle campagne italiane continuano ad essere disumani, nonostante la sanatoria presentata dal governo.