10/09/2026
Gli animali che vedi esposti al Museo di Saint-Pierre non sono impagliati. Non sono imbalsamati. Sono naturalizzati e la differenza, una volta capita, cambia il modo in cui li guardi.
La tassidermia è l'arte della preparazione degli animali vertebrati per la conservazione a scopo espositivo e scientifico. La parola viene dal greco: taxis (ordinamento) e derma (pelle). Perché la pelle è l'unica parte dell'animale che viene utilizzata, insieme a becchi, unghie, corna e denti. Lo scheletro può essere conservato separatamente, disarticolato o montato in connessione anatomica.
Chi si occupa di questa preparazione è il tassidermista: un tecnico che riunisce in sé conoscenze di anatomia e comportamento animale, doti artistiche e abilità artigianali. Il suo lavoro inizia con la costruzione di un manichino rigido in poliuretano espanso, che riproduce con precisione l'anatomia e la postura tipica della specie: un lavoro di scultura vero e proprio, con la rilevazione di misure corporee sull'animale prima di qualsiasi altra operazione. Solo dopo si applica la pelle, precedentemente conciata con sostanze che ne garantiscono la conservazione nel tempo.
Il dettaglio più inaspettato riguarda gli occhi. Sono semisfere in vetro prodotte da ditte specializzate, colorati a mano sul lato interno per riprodurre con precisione le sfumature dell'iride e la forma tipica della pupilla di ciascuna specie. È un lavoro che richiede ore ed è quello che dà all'esemplare la sua espressione.
Per i rettili e gli anfibi, invece, la tassidermia non funziona: senza pelo né piume, il risultato non è convincente. In questi casi si utilizzano calchi, ottenuti a partire dall'esemplare originale, oppure modelli artificiali a elevato realismo, dipinti a mano. Al Museo puoi vedere anche l'applicazione della stampa 3D per la realizzazione di piccoli diorami, nella sala 12.
📍 Museo regionale di Scienze naturali E. Noussan - Castello di Saint-Pierre
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