Sinistra Italiana Alessandria

Sinistra Italiana Alessandria Pagina della Federazione provinciale di Alessandria di Sinistra Italiana- Alleanza Verdi e Sinistra

La vicenda PFAS di Spinetta Marengo potrà finalmente essere affrontata in sede giudiziaria rispetto alle responsabilità ...
25/06/2026

La vicenda PFAS di Spinetta Marengo potrà finalmente essere affrontata in sede giudiziaria rispetto alle responsabilità contestate.
Oggi il giudice del Tribunale di Alessandria, infatti, ha disposto il rinvio a giudizio dei due dirigenti ex Solvay accusati di disastro ambientale.

È un passaggio importante per una comunità che da anni chiede verità, giustizia e responsabilità per una contaminazione che ha riguardato acqua, aria, terreni, alimenti e sangue delle persone.

Ancora nessuna conferma, invece, in merito all'esito delle trattative in corso con le parti civili istituzionali, Regione e Ministero.

Su questo, la nostra posizione è sempre la stessa: un eventuale accordo non può prescindere dalla bonifica dell'area e dallo stop all'inquinamento.

Occorre non ripetere errori già fatti in passato e pagati a caro prezzo dalla popolazione: ricordiamo che Solvay fu condannata per disastro ambientale colposo già nel 2019, per l'immissione in ambiente di cromo esavalente, e nonostante questo quello stabilmento ha continuato a inquinare.

Mentre il processo per i Pfas farà ora il suo corso, occorre dunque un'assunzione di responsabilità a livello istituzionale.

Ciò riguarda innanzitutto la procedura per il rinnovo dell’Autorizzazione Integrata Ambientale, relativa alla produzione e all'uso del PFAS cC6o4 o di nuovi composti non ancora classificati, scaduta nel 2022 e su cui è ancora in corso la conferenza dei servizi: è in quella sede, in cui la Regione interviene tramite ARPA e ASL, che bisogna preve**re l'immissione di ulteriori sostanze nocive nell'ambiente. L’assessore Riboldi, a seguito della mobilitazione della cittadinanza e anche delle nostre interrogazioni, ha recentemente dichiarato che le priorità sono la tutela della salute, la bonifica del territorio e il superamento delle produzioni nocive.

Ora è il momento di dimostrare che quelle parole non erano solo dichiarazioni: nessun permesso AIA deve essere rilasciato senza garanzie precise, vincolanti e verificabili che nessuna molecola inquinante possa più uscire dallo stabilimento.

Ma serve anche accelerare tutto ciò che riguarda la tutela delle persone già esposte.
Dopo anni di monitoraggi, studi e biomonitoraggi, non è più accettabile che manchi ancora una presa in carico sanitaria strutturata della popolazione. Occorre definire un protocollo sanitario chiaro, garantire percorsi di prevenzione e controllo, completare la terza fase dello studio epidemiologico mettendo in campo tutte le risorse necessarie.

Da ultimo, occorre non perdere più tempo sui limiti di legge nazionali ed europei per l'immissione di PFAS nell'ambiente: un tema su cui AVS è già al lavoro a Roma e Bruxelles.

Alice Ravinale
Egio Spineto
Europa Verde-Verdi Alessandria

Il lavoro, così com’è oggi, non garantisce più dignità.Ce lo dicono le lavoratrici e i lavoratori del laboratorio Damian...
20/06/2026

Il lavoro, così com’è oggi, non garantisce più dignità.

Ce lo dicono le lavoratrici e i lavoratori del laboratorio Damiani di Valenza che scioperano perché le risposte sulle richieste salariali non arrivano. Ce lo dicono le dipendenti e i dipendenti in servizio al Mc Donald's di Acqui Terme che giovedì sera hanno interrotto il servizio, denunciando una situazione fatta di part time poveri, flessibilità scaricata su chi lavora e stipendi che non permettono di affrontare il costo della vita.

Due storie diverse, ma lo stesso problema: chi lavora produce ricchezza, ma non riesce più a partecipare a quella ricchezza.

È il risultato di anni in cui la priorità è stata ridurre i costi, comprimere i diritti e lasciare che fossero lavoratrici e lavoratori a pagare il prezzo delle trasformazioni economiche.

Non basta più domandarsi se il lavoro c'è o non c'è. La domanda da porsi è: che lavoro è? Con quali stipendi? Con quali tutele? Con quale futuro?
Perché un’occupazione povera non è una soluzione, è un problema sociale.

Come Sinistra Italiana sosteniamo la necessità di interventi concreti per aumentare gli stipendi e recuperare il potere d’acquisto perso. A livello nazionale abbiamo proposto lo “sblocca stipendi”, un meccanismo per adeguare i salari all’inflazione e impedire che milioni di lavoratrici e lavoratori continuino ad impoverirsi mentre i costi della vita aumentano.

Ma serve anche affrontare il tema della redistribuzione della ricchezza. Non è più sostenibile un sistema in cui chi lavora perde potere economico e sociale mentre grandi patrimoni e rendite restano fuori da una tassazione realmente equa. Se il lavoro crea valore, quel valore deve tornare nelle tasche e nella vita delle persone che lo producono.

Esprimiamo tutta la nostra solidarietà alle lavoratrici e ai lavoratori che in questi giorni hanno scelto di organizzarsi, scioperare e far sentire la propria voce.
È grazie a chi non accetta in silenzio condizioni ingiuste che i diritti continuano a esistere e che il lavoro può ancora essere terreno di conquista sociale.

Il lavoro non può essere una condizione di ricatto permanente, ma uno strumento di autonomia e libertà per garantirsi il sacrosanto diritto ad una vita piena e felice.

Da sei anni la Piscina Monumentale di Acqui Terme versa in stato di completoabbandono: quello che fu un polo di aggregaz...
19/06/2026

Da sei anni la Piscina Monumentale di Acqui Terme versa in stato di completo
abbandono: quello che fu un polo di aggregazione cittadina è oggi ridotto a un
acquitrino paludoso, con strutture che si deteriorano giorno dopo giorno sotto gli
occhi di tutti. Un degrado visibile a qualsiasi ora, che non riguarda soltanto il futuro
delle Terme di Acqui o la vocazione turistica della città, ma colpisce direttamente la
vita quotidiana delle sue abitanti e dei suoi abitanti.

"Non si tratta solo di una piscina – afferma il Circolo di Sinistra Italiana AVS di Acqui
Terme – né soltanto dell'ennesimo esempio di cattiva gestione della cosa pubblica. È
il simbolo dell'indifferenza di un'intera classe dirigente e imprenditoriale verso
l'interesse collettivo. Per oltre un lustro si è privata la comunità di uno spazio
trasversale, frequentato da persone di ogni età e condizione sociale, che non si
limitava all'attività sportiva: era un luogo di socialità, di incontro, di benessere
condiviso."

Certo, esistono altre strutture in città e nei comuni limitrofi – e questo è un fatto
positivo – ma nessuna è paragonabile alla Piscina Monumentale, quella con la P
maiuscola, che con un minimo di volontà politica e imprenditoriale potrebbe tornare a
essere ciò che è sempre stata: un polo unico, come lo fu in passato l'Olimpia (oggi
chiuso), il Ricreatorio e l'ex Autosilos, spazi di cui la comunità sente ancora la
mancanza.

"Non parliamo di nostalgie – proseguono dal Circolo – ma di bisogni reali e attuali,
che nessuno sembra in grado o disposto a soddisfare. Gli spazi popolari di
aggregazione non sono un lusso: sono parte integrante del benessere di una
comunità, al pari dei servizi sanitari e dei trasporti."

📍Per dare voce a questa rivendicazione, il Circolo di Sinistra Italiana AVS organizza
per sabato 4 luglio, a partire dalle ore 18:00, un flash mob all'Arena, davanti
all'ingresso della Piscina Monumentale di Acqui Terme.

Leggere i giornali oggi è particolarmente desolante.Era autunno quando abbiamo acceso i riflettori sulle carceri di Ales...
17/06/2026

Leggere i giornali oggi è particolarmente desolante.
Era autunno quando abbiamo acceso i riflettori sulle carceri di Alessandria: sulla trasformazione del San Michele decisa senza un confronto reale con il territorio, sulle condizioni inumane del Don Soria, sulle conseguenze che ricadono ancora una volta sulla comunità.

Era inverno quando abbiamo chiesto che sulla bonifica dell’ex Ecolibarna si smettesse di rinviare: decenni di contaminazione, una ferita aperta, una bonifica ancora lontana mentre il tempo continua ad aggravare la situazione.

Da mesi parliamo di sicurezza sul lavoro, di morti che non possono essere trasformate in statistiche né risolte con il cordoglio e di una provincia dove il rischio resta troppo alto.

Da mesi chiediamo che sulla vicenda PFAS a Spinetta Marengo si faccia finalmente un salto di qualità: perché quando una sostanza nociva è nell’acqua, nell’aria, nei terreni e nel sangue delle persone, le istituzioni non possono limitarsi a registrare il problema.

Siamo arrivati all’inizio dell’estate e molti dei problemi denunciati mesi fa sono ancora lì: irrisolti, più complessi, più gravi.

E va detto che senza l'impegno quotidiano di comitati, associazioni, volontarie e volontari, cittadine e cittadini su molti di questi temi sarebbe già calato un silenzio vergognoso.

Non basta più raccontare le emergenze. Non basta più prendere atto dei problemi. Non basta più promettere tavoli, verifiche, approfondimenti.
Le istituzioni hanno il dovere di fare di più: devono pretendere risposte, convocare chi deve essere convocato, mettere in campo tutti gli strumenti disponibili, assumersi la responsabilità delle decisioni.

Serve una politica che abbia il coraggio di interve**re, anche quando significa mettere in discussione interessi economici e scelte sbagliate del passato.

La sicurezza, la salute, l’ambiente e i diritti delle persone non possono essere sempre l’ultima voce dell’agenda.

🟢🔴 Oggi si è formalmente costituito il circolo acquese di Sinistra Italiana. L’obiettivo del partito è di mettersi in as...
13/06/2026

🟢🔴 Oggi si è formalmente costituito il circolo acquese di Sinistra Italiana. L’obiettivo del partito è di mettersi in ascolto delle esigenze delle persone e di dare risposte nuove per rinnovare la proposta politica cittadina.

La costituzione del circolo è naturale conseguenza della necessità di offrire alternative nuove e credibili ai problemi e alle aspirazioni della città.

Desideriamo proporre alla comunità acquese un altro modello di politica, fatto di ascolto, di coinvolgimento e di partecipazione vera dei cittadini, allo scopo di trovare insieme le migliori soluzioni ai problemi che caratterizzano la vita in città.

Le dichiarazioni rilasciate in questi giorni dal sindaco di Alessandria Giorgio Abonante e dal sindaco di Montecastello ...
11/06/2026

Le dichiarazioni rilasciate in questi giorni dal sindaco di Alessandria Giorgio Abonante e dal sindaco di Montecastello Gianluca Penna fotografano una realtà che ormai non può più essere ignorata: i PFAS sono presenti nell'ambiente e continuano a interessare un territorio vastissimo che va ben oltre i confini dello stabilimento di Spinetta Marengo.

I monitoraggi di ARPA hanno confermato ancora una volta la presenza di sostanze perfluoroalchiliche nell'aria. Negli anni le stesse sostanze sono state trovate nelle acque, nei terreni, negli alimenti e nel sangue delle persone.

Colpisce, in particolare, la riflessione del sindaco di Montecastello quando afferma che "non si può chiudere l'aria". È una frase semplice, ma descrive perfettamente la condizione in cui vivono migliaia di persone della Fraschetta: una comunità che non può sottrarsi all'aria che respira.

E crediamo che abbiano ragione le attiviste e gli attivisti di “Ce l'ho nel sangue” quando dicono che l'urgenza, oggi, non è raccogliere nuove prove, l'urgenza è interve**re.
Occorre interve**re sul piano sanitario prima di tutto, costruendo finalmente percorsi di prevenzione e controllo delle persone esposte.
Occorre farlo sul piano ambientale perché non è più accettabile che sostanze persistenti e pericolose continuino a disperdersi nell'ambiente. L'obiettivo deve essere chiaro: nessuna molecola inquinante deve uscire da quello stabilimento.

Per mesi abbiamo chiesto alla Regione Piemonte di assumere una posizione chiara. Lo abbiamo fatto con atti e interrogazioni in Consiglio regionale, chiedendo trasparenza sul rinnovo dell'Autorizzazione Integrata Ambientale, sul futuro delle produzioni e sulla trattativa aperta con Solvay nell'ambito del procedimento per disastro ambientale.
Chiediamo alla Regione di mettere la Salute Pubblica al centro della propria agenda esigendo il limite di zero PFAS emessi nell'ambiente.

Abbiamo preso molto sul serio le parole dell'assessore regionale Federico Riboldi, che nelle scorse settimane ha indicato come priorità lo stop ai PFAS e le bonifiche dei territori contaminati. Bene. È arrivato il momento di tradurre le parole in atti, decisioni e iniziative politiche conseguenti.

Guardiamo con interesse e riconoscenza al lavoro che l'eurodeputata di AVS Cristina Guarda sta portando avanti a Bruxelles insieme a cittadini e cittadine esposti ai PFAS. Portare dentro le istituzioni europee le storie, i corpi e le richieste delle comunità colpite significa fare esattamente ciò che troppe istituzioni non stanno facendo: assumersi la responsabilità di affrontare il problema.

La salute pubblica deve tornare a essere il criterio che guida ogni scelta.
E questo significa interve**re anche sul piano legislativo. L'Italia continua ad accumulare ritardi mentre altri Paesi europei stanno adottando limiti sempre più stringenti. Serve una legge nazionale sui PFAS. Serve una normativa che vieti progressivamente gli usi non essenziali di queste sostanze e che imponga limiti severi alle emissioni industriali fino ad arrivare all'obiettivo delle emissioni zero.

Perché le prove di quello che sta accadendo ci sono già. Quello che manca sono le decisioni.

, capogruppo AVS in Consiglio Regionale
, segretario provinciale Sinistra Italiana
Raoul Oliva, co portavoce

I numeri relativi all'attività del Cissaca nel 2025 dovrebbero far saltare sulla sedia chiunque abbia responsabilità di ...
08/06/2026

I numeri relativi all'attività del Cissaca nel 2025 dovrebbero far saltare sulla sedia chiunque abbia responsabilità di governo del territorio.

Più persone assistite. Più risorse necessarie per garantire sostegno. Più disagio sociale. Più solitudine.

Siamo davanti agli effetti prevedibili di un modello che da anni scarica sulle persone il peso delle crisi economiche, dell'aumento del costo della vita, dei salari fermi e della precarietà. E non possiamo più permetterci di osservare il quadro con rassegnazione.

Mentre una parte sempre più piccola della società concentra ricchezza e patrimoni, cresce il numero di persone che non riesce ad arrivare a fine mese, che rinuncia a curarsi, che fatica a costruire un progetto di vita o che ha bisogno di rivolgersi ai servizi sociali per affrontare problemi che dovrebbero essere prevenuti dalla politica.

Margherita Bassini, presidente del Consorzio, ha ragione quando dice che serve una visione di lungo periodo. Ma una visione che non si limiti a gestire le conseguenze, senza interve**re sulle cause.
Perché se sempre più persone hanno bisogno di assistenza, la domanda che la politica deve porsi non è soltanto come finanziare meglio il welfare. È perché sempre più persone, pur lavorando, non riescono più a vivere con serenità e autonomia.

La provincia di Alessandria sta vivendo contemporaneamente una crisi sociale, economica e demografica. I giovani se ne vanno, il lavoro è sempre più povero, la popolazione invecchia, aumentano le fragilità e diminuiscono le opportunità.
Di fronte a questo scenario servono scelte nette. Serve aumentare salari e pensioni. Serve introdurre un salario minimo. Serve investire nella sanità pubblica, nella scuola, nei servizi sociali e nel diritto alla casa. Serve una politica fiscale che chieda di più a chi ha di più e che utilizzi quelle risorse per garantire diritti e opportunità a chi oggi resta indietro.

Perché non è normale che aumentino contemporaneamente la ricchezza di pochi e il numero di persone che hanno bisogno di assistenza per vivere dignitosamente.

E c'è un altro dato evidenziato dal Cissaca che ci spinge ad interrogarci profondamente: l'aumento della rabbia e delle tensioni sociali.

Quando perfino chi lavora ogni giorno per aiutare le persone è costretto a dotarsi di misure di sicurezza, significa che il disagio ha superato una soglia critica. Significa che troppe persone non vedono più una prospettiva e percepiscono le istituzioni non come una risposta, ma come l'ultimo muro contro cui sb****re.
Se vogliamo davvero che, al posto di quel muro, le persone trovino un varco dobbiamo ridurre le disuguaglianze, garantire diritti, redistribuire ricchezza e offrire a tutte e tutti la possibilità di vivere una vita dignitosa.

03/06/2026

Oggi eravamo davanti al Tribunale di Alessandria, accanto ai comitati, alle associazioni e alle parti civili che da anni chiedono verità e giustizia sulla contaminazione da PFAS a Spinetta Marengo.
Eravamo lì perché questa vicenda riguarda il diritto delle persone a vivere, lavorare e crescere i propri figli senza dover convivere con sostanze trovate nell'acqua, nell'aria, nei terreni e nel sangue. Riguarda il modello di sviluppo che vogliamo per il nostro territorio.
Abbiamo cercato di fare la nostra parte a tutti i livelli istituzionali. Lo abbiamo fatto in Parlamento, con interrogazioni per chiedere chiarezza al Ministero sugli accordi transattivi proposti da Solvay. Lo abbiamo fatto in Consiglio regionale, incalzando la Giunta Cirio e l'assessore Riboldi sul tema della contaminazione, del biomonitoraggio, della tutela sanitaria della popolazione, del rinnovo dell’AIA e sulla proposta transattiva avanzata da Solvay.
Ma mentre i cittadini chiedono trasparenza, la Regione continua a muoversi in una zona grigia che preoccupa. Si discute di accordi, trattative e risarcimenti senza che sia mai stata affermata con nettezza una posizione semplice: la tutela della salute pubblica deve ve**re prima di tutto.
Non può esistere alcuna compensazione economica capace di sostituire il diritto alla salute. Non può passare il principio che un disastro ambientale possa essere monetizzato e archiviato. Non può essere questa la lezione che lasciamo a chi verrà dopo di noi.
Per questo continuiamo a chiedere che venga definitivamente fermata ogni produzione che comporti emissioni di sostanze nocive per l'ambiente e per la salute delle persone. E continuiamo a chiedere bonifiche reali, monitoraggi, trasparenza sugli atti e piena tutela sanitaria della popolazione esposta.
Il 25 giugno, data dell'ultima udienza di questa fase del procedimento, sarà una data decisiva. Non soltanto per il processo, ma anche per le scelte politiche di chi è al governo, a Roma e a Torino. Sapremo finalmente quale scelta farà la Regione: se avrà deciso di stare dalla parte delle cittadine e dei cittadini o da quella di chi per anni ha inquinato questo territorio.

Oggi l' Alessandria Pride tornerà ad attraversare le strade della città. E anche quest’anno saremo fiere e fieri di esse...
30/05/2026

Oggi l' Alessandria Pride tornerà ad attraversare le strade della città. E anche quest’anno saremo fiere e fieri di esserci.

Fiere e fieri di scendere in piazza accanto a tutte e tutti coloro che ogni giorno difendono la libertà dei corpi, dei desideri, delle identità. Fiere e fieri di farlo in un tempo in cui, in tante parti del mondo- e sempre più spesso anche in Europa- i diritti vengono compressi, le differenze diventano bersagli e la libertà di esistere viene ancora trattata come una concessione.

Il claim del Pride di quest’anno è “Senza fine”. E dice una cosa profondamente politica. Dice che la lotta per i diritti delle persone LGBTQIA+ non si esaurisce con una legge, con una conquista, con una generazione. È una storia collettiva che passa di mano in mano, che resiste agli arretramenti e alle derive autoritarie.

🔥 Ci vediamo in strada!

La prossima udienza del processo per disastro ambientale legato all’inquinamento da PFAS del polo chimico di Spinetta Ma...
28/05/2026

La prossima udienza del processo per disastro ambientale legato all’inquinamento da PFAS del polo chimico di Spinetta Marengo si terrà il 3 giugno 2026 presso il Tribunale di Alessandria, e per questo abbiamo nuovamente chiesto alla Giunta Regionale se e cosa intenda fare rispetto alla proposta di Syesnqo (ex Solvay) di trovare un accordo transattivo di natura economica per abbandonare il processo, in cui attualmente la Regione - così come il Ministero dell'Ambiente - è costituita parte civile.

La Giunta, rispondendo alla interrogazione urgente nel Consiglio di martedì, ha confermato che c'è una trattativa in corso, affermando tuttavia di "non essere in grado di dare una risposta perchè non si è conclusa" la trattativa stessa.

A parole, la Giunta continua a professarsi d'accordo con i punti che innanzitutto i comitati e i cittadini, ma anchee AVS in aula stanno costantemente sollevando: non si può inquinare e far ammalare le persone e farla franca, non si può monetizzare un danno irreparabile, non può esserci alcun accordo se non c'è in capo a Syensqo l'obbligo a bonificare e a non far uscire mai più nemmeno una molecola di sostanza inquinante dallo stabilimento di Spinetta Marengo.

Già ad agosto 2025 gli assesori Riboldi e Marnati avevano dichiarato di essere pronti a definire un accordo con tali caratteristiche entro "fine settembre 2025": i lunghi mesi di silenzio destano a questo punto grande preoccupazione.

Le carte si scopriranno, a questo punto, all'udienza del 3 giugno e noi saremo accanto ai comitati in presidio sotto il Tribunale. Confidiamo che la Regione non tradisca gli impegni presi di fronte alla peggiore emergenza ambientale del Piemonte, mentre lo stabilimento di Spinetta Maregno continua ad inquinare di Pfas aria, acqua, terreno e sangue delle persone. Regione e Ministero devono tutelare la salute pubblica e pretendere responsabilità dall'azienda, non possono avallare il messaggio che devastare un territorio e le vite di chi lo abita possa essere un costo sostenibile per le grandi aziende, che propone oggi di monetizzare danni irreversibili.
Alice Ravinale

Indirizzo

Alessandria
15121

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