02/06/2026
80 anni fa dalle ceneri del Regime Fascista e della Monarchia Sabauda nasceva per volontà popolare la Repubblica Italiana. Il 25 Aprile 1945 con la Liberazione, il 2 Giugno 1946 con il Referendum e il 27 Dicembre 1947, con la promulgazione della Costituzione sono le date fondanti, le date della nostra libertà, da difendere partecipando alla vita sociale, alle decisioni che riguardano noi, il futuro dell’Italia e quello dell’Europa.
Il 2 giugno 1946 fu anche la prima volta delle donne nella storia italiana. Votarono 13 milioni di donne e 12 milioni di uomini, su 28 milioni di aventi diritto. I 17 milioni di non votanti erano minori di 21 anni e rappresentavano la nuova Italia, protagonista del seguente boom economico.
Il 2 Giugno 1946 il Paese congedò il re, ma si votó anche per l’Assemblea costituente, quella che regole avrebbe scritto le nuove regole. Tra i 75 rappressentanti incaricati dalla Costituente della redazione della Costituzione della neonata Repubblica Italiana cinque erano donne.
La Costituzione é la nostra legge fondamentale, quella che governa gli equilibri tra i poteri, regola diritti e doveri di istituzioni e cittadini e garantisce solidità democratica. Quando l’equilibrio manca e una parte prende il sopravvento, la situazione precipita, la democrazia è in pericolo e si fanno largo gli uomini del destino, quelli che vorrebbero decidere per tutti e spiegare a tutti come vivere.
Negli 80 anni dal 1946 a oggi è stato proposto più volte di aggiornare o modificare alcune tra regole costituzionali. Le nostre madri e i nostri padri costituenti avevano tuttavia previsto che cambiamenti di questa portata dovessero sottostare a una consultazione popolare, se non approvate almeno dai due terzi del Parlamento. Sappiamo come, nella nostra storia recente, nel 2016 e nel 2026, i cittadini abbiano respinto i cambiamenti proposti dai politici. La Costituzione italiana ha una certa età, ma i cittadini la amano e la difendono.
Il numero dei votanti al referendum fa sperare in una inversione di tendenza del processo di disaffezione alla partecipazione alle elezioni. Nuove generazioni in Europa si fanno domande sul loro futuro, sul Mondo che vivranno, sulle possibilità di vivere in un ambiente sano, di avere un lavoro dignitoso che garantisca la possibilità realizzarsi, di avere una casa e di formare una famiglia.
Come italiani all’estero conosciamo bene questi problemi. In Germania siamo tornati ad essere oltre un milione e, sorprendentemente, contrariamente allo stallo delle nascite in Italia, qui siamo una delle comunità più feconde. L’Italia fuori dall’Italia è giovane. Continuiamo ad essere un popolo di emigranti, ma anche di persone curiose, inquiete, disposte a cercare, muoversi, accettare nuove scommesse, condividere con le nostre nuove destinazioni tradizioni e risorse. Continuiamo a pensare, oggi più che mai, che siamo europei e che la nostra italianità sia parte di una famiglia più grande. Con i tamburi di guerra e i rumori di tempesta oltre i muri della casa europea anche i più euroscettici sono a corto di argomenti.
Con il 2026 si chiude anche il quinquennio del nostro Comites. Verranno indette nuove elezioni, presentate liste e gli italiani registrati all’AIRE potranno votare chi si presenterà. Il processo di voto non sarà semplice, occorrerà chiedere di ricevere la scheda, e le liste dovranno essere sostenute da un numero adeguato di firme. Votare è importante, più alta sarà la partecipazione, più potremo far valere la nostra voce.
Auguriamo una buona Festa della Repubblica invitando tutti oggi e sempre ad essere cittadini attivi.
Il Comites di Friburgo